Riportiamo un messaggio da parte dell’avvocato Roberto Martina che accompagna una lettera aperta agli organi istituzionali governativi sulla cessazione degli effetti della dichiarazione dello stato di emergenza:

Lo #statodiemergenza NON può essere prorogato. Nonostante una estenuante esperienza durata già 17 mesi in cui i cittadini hanno subito la grave compromissione e, sovente, l’azzeramento dei loro diritti costituzionali e naturali, si è appreso dai giornali che il Governo starebbe valutando di prorogare nuovamente lo stato di emergenza oltre il termine già previsto del 31/07/2021.

La proroga tuttavia è tecnicamente impossibile. Perché? In forza dell’art. 24, 3° co., del Codice della Protezione Civile (Decreto Legislativo n. 1 del 2018) la durata dello stato di emergenza “non può superare i 12 mesi, ed è prorogabile per non più di ulteriori 12 mesi”.

Si distinguono 2 fasi: 1) genetica, della dichiarazione dello #statodiemergenza che può essere fissata in max 12 mesi e 2) di proroga, anch’essa di 12 mesi max.

La fase genetica poteva quindi durare, in astratto, 12 mesi e tuttavia il Governo Conte-bis ha in concreto deciso di contenerla in un periodo più breve, fissandola in 6 mesi dal 31/01/2020 al 31/07/2020 termine finale e conclusivo di questa fase. Successivamente aprendo alla seconda fase, quella delle proroghe, il Governo ha stabilito (con 4 provvedimenti) di prorogare la conclusione dello stato di emergenza di ulteriori 12 mesi e arriviamo al 31/07/2021. Telos. Fine. Stop.

Graficamente la situazione si deve correttamente rappresentare così:

(“non può superare i 12 mesi, ed è prorogabile per non più di ulteriori 12 mesi” ex lege):

1 – Fase genetica: decisa per 6 mesi (dal 31/01/20 al 31/07/20) invece di 12. Fine fase 2 – Fase di proroghe (n.4): decisa per 12 mesi complessivi dal 31/07/2020 al 31/07/2021. Fine fase.

Chiaro??!

Il Governo ha evidentemente esaurito lo spazio normativo per procedere ad una ennesima proroga dello stato di emergenza e non può più ricorrervi se non in violazione della stessa legge che ha utilizzato per servirsene. Che intenzioni hanno?

Alcuni partiti in Parlamento come la Lega e Fratelli d’Italia, tralasciando tutti gli altri perché sono esplicitamente entusiasti della prosecuzione dello Stato di emergenza e quindi dell’idea di violare Costituzione e Legge, hanno reagito negativamente alla notizia e tuttavia lo hanno fatto per ragioni di carattere meramente politico e già note. Essi adducono che le Regioni sono ormai in zona bianca, ovvero che la campagna vaccinale sta dando (?) o darà a breve (??) i suoi frutti o, ancora, che dalla prosecuzione dello stato di emergenza deriverebbero altre conseguenze economiche negative.

Si tratta di contestazioni anche giuste ma che tuttavia sono ben lontane dal centrare l’aspetto sovversivo della prosecuzione di una emergenza a tempo indeterminato.

Nessuno partito infatti ha ancora evidenziato i motivi suindicati e che sono di caratteri tecnico-giuridici e che dovrebbero imporre un fermo No alla proroga perché illegittima ed illecita e atta a rovesciare l’ordine democratico stesso.

L’esperienza passata (sia Conte-bis che Draghi) purtroppo, ci dice invece che dobbiamo attenderci che se posti dinanzi ad una scelta, anche questi partiti (Lega e FdI) unici presuntamente critici verso il Governo, voteranno invece per il Si alla proroga (o si asterranno ovvero voteranno dei No perché inifluenti). Speriamo di sbagliare ovviamente, anche perché un eventuale No alla proroga potrebbe aprire una crisi di Governo che potrebbe condurci miracolosamente alle sospirate elezioni politiche, proprio nell’ultimo momento utile prima che si apra il “semestre bianco” (fine luglio 2021).

Se le cose dovessero andare diversamente, a pagare il prezzo altissimo di una ulteriore e illegittima proroga, saremmo nuovamente noi perché lo stato di emergenza è la premessa giuridica sulla quale si basano tutti i provvedimenti emergenziali come il green-pass, la DaD, l’obbligo vaccinale, la separazione sociale, le mascherine etc etc. Non ci cadremo e l’Esecutivo ed eventualmente il Parlamento, si esporrebbero a gravosissime responsabilità di natura civile, penale, amministrativo e contabile delle quali dovranno render conto (al di là della insufficiente responsabilità politica).

Tutti i partiti in Parlamento conoscono perfettamente questa situazione ma tacciono, almeno per ora, preferendo evitare di creare grane al Governo Draghi per lanciarsi invece nelle solite polemiche politiche da gatekeepers.

Protestare verso i partiti in aula e resistere contro le disposizioni ingiuste e antigiuridiche di istituzioni totalitarie è un diritto e dovere costituzionalmente riconosciuto per difendere noi stessi, le ns famiglie, le ns comunità e la Nazione tutta.

Con la Rivoluzione si lotta per sovvertire un sistema e sostituirlo con un altro nuovo e diverso ma noi abbiamo invece una #Costituzione dall’altissimo valore spirituale, morale ed economico che attende ancora di essere pienamente attuata e che oggi viene direttamente calpestata. Non è nostro compito perciò fare rivoluzioni bensì Resistere con il lucido obiettivo di ripristinare lo Stato di Diritto lasciatoci dai Padri Costituenti.

Condividi su facebook
Facebook
Condividi su twitter
Twitter
Condividi su telegram
Telegram
Condividi su whatsapp
WhatsApp

Fare informazione è un lavoro a tempo pieno che richiede molte energie e risorse. Insieme possiamo creare un maggiore impatto nella coscienza collettiva, insieme siamo più forti!

Iscriviti alla Newsletter per rimanere aggiornato sulle novità e sui servizi che offriamo. L'informazione libera è un diritto che tutti devono avere.