‘A carne ‘a sotto e ‘e maccarune ‘a coppa.


Il vernacolo viene sempre in soccorso per schiarire le idee in momenti di forte disorientamento.

Sono quasi perennemente in disaccordo con le tendenze generali, quasi come quei salmoni deficienti che risalgono i fiumi per riprodursi ― quando gli va bene ― e morire esausti dopo questo rito di fertilità, sia chiaro assai maschilista, sessista e irrispettoso di ogni pesce che non si identifichi nel genere sessuale che la biologia gli ha oppressivamente assegnato.

Negli ultimi anni ne abbiamo viste di tutti i colori ma oggi siamo al culmine del falso ideologico, quindi sento mio l’obbligo morale di ristabilire ordine sulle immani cazzate elargite a piene mani da orde di minus habens sulla scia di quanto afferma il potere, di quello che afferma la sua (del potere) propaganda prezzolata, di quello che affermano i suoi (del potere) zelanti quanto ottusi servi.

Semplifico, lo faccio perché “il rasoio di Occam1 è un principio che mi aiuta sempre quando approccio ragionamenti complessi o apparentemente tali, mi preme sottolineare soltanto tre aspetti partendo da quello che ritengo più importante, e pure risolutivo da solo, per poi arrivare al resto e concludere il ragionamento dopo queste premesse:

  • Giurisprudenza: ritengo contenga anche la risoluzione del tutto, potrei già chiudere qui perché nessuno può imporre, con nessun mezzo, una terapia medica a nessuno, fosse anche un ergastolano responsabile dei peggiori crimini.

    La nostra Costituzione, all’articolo 32, antepone le libertà individuali all’interesse generale, il Codice di Norimberga lo vieta perché era la dinamica che Joseph Mengele, ed altri suoi colleghi medici nazisti, attuavano sui deportati nei lager ― e che hanno giovato largamente all’industria farmaceutica tedesca, Bayer in testa.

    Esistono decine di fonti internazionali, subordinate o prevalenti sulla Costituzione, e sempre prevalenti sulle leggi ordinarie (i DPCM sono meri atti amministrativi) che ribadiscono, a vario titolo, questo granitico e intoccabile presidio di libertà.

    Chiunque non rispetti questi sacrosanti principi commette una violenza aberrante.
    
  • Medicina: “primum non nocere” questo principio è il caposaldo delle terapie che un medico deve tenere presente nel “consigliare” ― sì, perché nessuno può imporre niente come abbiamo appena visto sopra ― una terapia, prima di ogni cosa bisogna evitare ogni pratica che possa potenzialmente arrecare danno al paziente.

    Siamo in presenza di farmaci genici sperimentali assai impropriamente chiamati “vaccini” che ci vogliono imporre per prevenire una malattia mortale quanto una influenza e che non funzionano affatto.

    Questi farmaci, privi di una sperimentazione adeguata, non hanno alcuna possibilità di essere valutati positivamente in un obiettivo bilancio rischi-benefici ― ma pare che in molti casi (televisivi in particolar modo) i bonifici superino di gran lunga i rischi.
    
  • Amministrazione: e qui veniamo alla violenza di stato. Uno stato purtroppo gestito da governi raffazzonati e totalmente scollegati dal volere delle urne ― cosa di cui è colpevole “sua salmitàSergio Mattarella, che legittima col suo (non)operato queste ignobili nefandezze ― che si è preso la libertà di non rispettare nessuno dei principi che fondano la civiltà, come appena detto al punto precedente.

    Questi esecutivi degli ultimi anni, maggiordomi appecoronati al vero potere, stanno usando violenza ai cittadini tramite la forma del ricatto e della coercizione in maniera abominevole, in rispetto assoluto, anche terminologico, dei desiderata dei loro padroni

Questi sono i soli tre elementi che ritengo utile valutare, in realtà ripeto che basta anche solo il primo perché, a volerla dire tutta, secondo il diritto, quello più alto, quello codificato per proteggere la civiltà, anche se ci fosse la peste bubbonica a decimare la popolazione e avessimo un vaccino sperimentato, efficace e privo di effetti avversi, ognuno dovrebbe essere allo stesso modo libero di decidere di sé!

Questa ricerca della sopravvivenza a scapito della vita, questo perseguire una sicurezza che la vita mai ha garantito a nessuno, ha senso solo come strumento di coercizione e dittatura, quindi oggi ha perfettamente senso.

Fatte le dovute premesse per esprimere il mio pensiero adesso arriviamo al motivo del titolo di questo pezzo “‘A carne ‘a sotto e ‘e maccarune ‘a coppa“, ossia “la carne sotto e i maccheroni sopra”, una espressione allegorica traslata dal cibo alla vita reale che si usa nella mia città.

Quando si serve la pasta al ragù il sugo, e quindi la carne, viene messa sopra la pasta e non viceversa, il contrario è abominio puro, contrario alla giustizia divina e umana, non s’ha da fare!

Oggi chi resiste a questi violentissimi, abominevoli, grigi e vigliacchi ricatti sulla propria carne viva, viene accusato, proprio lui, di violenza.

Penso di aver detto tutto, anzi no:

Avit’ scassat’ ‘o cazz’!

E stavolta immagino che abbiano capito tutti i napoletani, i diversamente napoletani, i minus habens e quelle mappìne che si permettono di governarci come pecore grazie alle tante pecore che si fanno governare.

1 il rasoio di Occam: (novacula Occami in latino), o principio di economia, o di parsimonia, è un principio metodologico che, tra più ipotesi per la risoluzione di un problema, indica di scegliere, a parità di risultati, quella più semplice.

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