Consiglio d’Europa: no obbligo vaccinale e patentino. Ecco perché

Dal Consiglio d’Europa arriva il no all’obbligo di vaccinazione contro il Sars-Cov19, oltre che al passaporto vaccinale. Ma in Italia sembra non si sia assimilato tale concetto. 

Infatti, pochi giorni fa le dichiarazioni del direttore scientifico dello Spallanzani, Giuseppe Ippolito, hanno suscitato un acceso dibattito. Secondo Ippolito: “Molte attività dovranno essere precluse a chi non è vaccinato: ristorante, cinema, stadio, aereo. Le misure potranno essere adottate quando il vaccino sarà disponibile per tutti, altrimenti sarebbero un fattore discriminante. Un bel vaccino prima delle ferie ci permetterebbe di fare le vacanze con meno pensieri, e magari anche un bel viaggio all’estero. Serviranno tanti vaccini, e diversi. Non è detto che basterà vaccinarsi una volta e saremo a posto per sempre”.

Queste affermazioni lasciano sicuramente perplessi poiché non è corretto discriminare le persone che nutrono dubbi su un vaccino che è tuttora in fase sperimentale. 

È bene ricordare che l’European Medicines Agency ha solo rilasciato l’autorizzazione all’immissione in commercio condizionata per il vaccino messo a punto da BioNTech e Pfizer il 21 dicembre e per quello di Moderna il 6 gennaio, assumendosi la responsabilità in caso di problemi e iniziando il monitoraggio sul prodotto. 

AIFA PRECISA CHE ANCHE CHI SI VACCINA NON POTRÀ TORNARE ALLA VITA DI PRIMA 

Anche sulla pagina dell’AIFA, nella sezione FAQ, possiamo leggere che sono ancora incerti i dati su protezione e trasmissione dell’infezione. In particolare, alla domanda “Quanto dura la protezione indotta da questi vaccini”, l’AIFA risponde: “La durata della protezione non è ancora definita con certezza perché il periodo di osservazione è stato necessariamente di pochi mesi, ma le conoscenze sugli altri tipi di coronavirus indicano che la protezione dovrebbe essere di almeno 9-12 mesi”.

E ancora: “Gli studi clinici condotti finora hanno permesso di valutare l’efficacia dei vaccini mRNA sulle forme clinicamente manifeste di COVID-19, ma è necessario più tempo per ottenere dati significativi per dimostrare se i vaccinati si possono infettare in modo asintomatico e contagiare altre persone. Sebbene sia plausibile che la vaccinazione protegga dall’infezione, i vaccinati e le persone che sono in contatto con loro devono continuare ad adottare le misure di protezione anti COVID-19″.

E alla domanda che interessa praticamente tutta la popolazione “La vaccinazione consente di tornare alla vita di prima?” la risposta che segue è: “Anche se l’efficacia dei vaccini disponibili è molto alta (oltre il 90%) vi sarà sempre una porzione di vaccinati che non svilupperà la difesa immunitaria, inoltre, ancora non sappiamo in maniera definitiva se la vaccinazione impedisce solo la manifestazione della malattia o anche il trasmettersi dell’infezione. Ecco perché essere vaccinati non conferisce un “certificato di libertà” ma occorre continuare ad adottare comportamenti corretti e misure di contenimento del rischio di infezione”.

In Italia inoltre stiamo assistendo ai primi problemi, con i ritardi di consegna e quindi di relativa somministrazione, tanto che le Regioni sono in rivolta e chiedono a gran voce che si approvi il vaccino russo Sputnik per far sì che non salti il piano vaccinale calendarizzato. 

IL MINISTERO IMPONE LA QUARANTENA ANCHE A CHI SI È GIÀ VACCINATO 

Il Ministero della Salute ha precisato che anche chi ha già ricevuto le due dosi del vaccino, ma viene in contatto con un soggetto positivo, dovrà sottoporsi alla quarantena obbligatoria di 10 giorni e poi ad un tampone. Infatti, chi è vaccinato può comunque risultare positivo asintomatico, ma visto che non si hanno dati certi sul fatto che la protezione del vaccino impedisca di poter contagiare altri, si è deciso di usare questa ulteriore cautela. 

In base alle linee guida AIFA e alle dichiarazioni del Ministero appare evidente che non sarebbe sufficiente un “Patentino vaccinale”, in quanto anche chi si è sottoposto alla vaccinazione può comunque diffondere il virus. 

Chi auspicava di vaccinarsi per tornare alla vita di prima nel più breve tempo possibile resterà quindi deluso.

LA DECISIONE DEL CONSIGLIO D’EUROPA

Forse anche alla luce di queste tante perplessità e incertezze, il Consiglio d’Europa ha valutato che non è possibile discriminare coloro che nutrono dubbi in merito ai nuovi vaccini. 

In particolare, in data 27 gennaio 2021 è stato pubblicato un documento intitolato “Covid-19 vaccines: ethical, legal and practical considerations”, (clicca qui per scaricarlo) in cui emergono alcune interessanti considerazioni. Allo stato attuale, il Consiglio precisa che i vaccini non sono la panacea che risolverà il problema a breve termine, poiché occorre una distribuzione rapida e globale con relativa somministrazione ( e fra ritardi e mancata distribuzione in tutti i paesi del mondo si stanno generando diverse criticità). 

Per quanto riguarda la questione obbligo vaccinale e relativa “patente”, che dovrebbe privilegiare chi si vaccina, il Consiglio d’Europa è molto chiaro. Nella sezione 7.3 del documento ribadisce che i governi devono: 

7.3.1. assicurarsi che i cittadini siano informati che la vaccinazione NON è obbligatoria e che nessuno sia politicamente, socialmente o altrimenti sottoposto a pressioni per farsi vaccinare, se non lo desidera personalmente;

7.3.2. assicurarsi che nessuno sia discriminato per non essere stato vaccinato, a causa di possibili rischi per la salute o per non voler essere vaccinato;

7.3.3. adottare tempestivamente misure efficaci per contrastare la disinformazione e l’esitazione riguardo ai vaccini Covid-19;

7.3.4. distribuire informazioni trasparenti sulla sicurezza e sui possibili effetti collaterali dei vaccini, collaborando con le piattaforme di social media e regolamentandole per prevenire la diffusione della disinformazione;

7.3.5. comunicare in modo trasparente il contenuto dei contratti con i produttori di vaccini e renderli pubblicamente disponibili per il controllo parlamentare e pubblico;

Alla luce di questa decisione, le dichiarazioni che attualmente alcuni medici e scientifici italiani stanno facendo girare sui media risultano scorrette e discriminatorie. E’ bene quindi tener presente che nessuno può essere discriminato, né sul luogo di lavoro né per quanto riguarda viaggi o tempo libero. Ci auguriamo di non sentire più queste affermazioni  da qui in avanti. 

Fonti 

https://pace.coe.int/en/files/28925

https://www.oggiscuola.com/web/2021/02/08/vaccini-covid-consiglio-deuropa-vota-per-il-no-a-obbligo-e-passaporti-sanitari/

http://www.quotidianosanita.it/lavoro-e-professioni/articolo.php?articolo_id=91784

https://www.ilgiornale.it/news/cronache/ippolito-spallanzani-vietare-ristoranti-e-aerei-chi-non-si-1921576.html

https://www.aifa.gov.it/domande-e-risposte-su-vaccini-mrna

https://www.money.it/quarantena-vaccinato-vi-spieghiamo-perche

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