Contagi a scuola: i dati di un anno senza DAD confermano che le aule non sono il problema

I dati raccolti in Catalunya confermano che le percentuali di alunni e docenti contagiati sono basse e che le scuole sono sicure con la frequenza in presenza.

L’anno scolastico è terminato, ma si comincia già a prevedere quali misure prendere per l’inizio del nuovo corso a settembre. In Italia si parla ancora di rientro con mascherine e distanziamento. Qualcuno prova ad accennare ad un “obbligo” vaccinale per il personale scolastico e gli alunni dai 12 anni in su (ma se dovesse davvero succedere, vi saranno forti contrasti).

Ma su quali basi vengono stabilite queste misure di sicurezza? Quanti casi positivi fra studenti e docenti vi sono stati da settembre 2020 a giugno 2021?

Ho provato a cercare queste informazioni in rete: sul sito dell’ISS (Istituto Superiore di Sanità) vi è un report, ma solo fino a dicembre 2020. I dati evidenziano quanto segue:

Nel periodo 31 agosto – 27 dicembre 2020, il sistema di monitoraggio ha rilevato 3.173 focolai in ambito scolastico, che rappresentano il 2% del totale dei focolai segnalati a livello nazionale (Tabella 2). Se si considera l’andamento settimanale c’è stato un progressivo aumento dei focolai con un picco nelle settimane dal 5 al 25 ottobre, una graduale diminuzione fino al 22 novembre e un nuovo aumento fino al 13 dicembre seguito da una stabilizzazione nella seconda metà del mese.

Fonte: ISS

Numeri decisamente bassi per poter dichiarare che i contagi principali avvengano nelle aule scolastiche.

Ma per avere un quadro più chiaro, ho spinto le mie ricerche all’estero: ho monitorato per l’intero anno scolastico la pagina di www.educacio.gencat.cat. La Generalitat de Catalunya, infatti, ha predisposto una pagina web in cui si aggiornavano costantemente i dati relativi ai contagi Covid-19 nelle scuole.

L’utente poteva vedere quali centri risultavano chiusi oppure in quali scuole vi erano gruppi confinati. Ebbene, a fine anno scolastico ecco i risultati:

  • su 1.440.000 studenti (dato stimato) ne sono risultati positivi 85.666, pari al 5,27%;
  • su circa 164.000 docenti, ne sono risultati positivi 9.161, pari al 5,59%

Occorre precisare che il Ministerio de Educación ha imposto restrizioni diverse rispetto all’Italia: per gli alunni della materna nessuna mascherina né distanziamento; per gli alunni delle elementari mascherine in aula, ma nessun distanziamento fra compagni di classe (gli alunni dovevano comunque restare nel loro gruppo classe durante l’intervallo); alle medie e alle superiori vi è stata didattica in presenza alternata durante la settimana (divisi per gruppi per diminuire il numero di alunni in aula). Servizio mensa attivo in praticamente tutte le scuole.

Le scuole non sono mai state chiuse, a meno che vi fossero più alunni contagiati contemporaneamente in classi diverse. La DAD è stata utilizzata poco, garantendo così la frequenza per tutti.

Alla luce di questi dati, è evidente che le scuole non possono essere considerate focolai pericolosi per i contagi.

Attendiamo quindi il report di fine anno scolastico per l’Italia, che comunque non potrà essere attendibile quanto quello della Generalitat di Catalunya in quanto nel nostro paese vi sono stati periodi in cui le scuole sono state chiuse e si è adottata la DAD.

Fonti

https://www.iss.it/documents/20126/0/Rapporto+ISS+COVID-19+n.+63_2020.pdf/7b3d3626-3982-f7a1-86ef-1ede83e170a4?t=1609758939391

http://educacio.gencat.cat/ca/actualitat/escolasegura/

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