Danni Co(vid)llaterali

Siamo giunti ormai a un anno da quando iniziò l’emergenza causata dal Sars-Cov19 e sento la necessità di fare una riflessione.

Se mi guardo intorno, leggo articoli o mi sintonizzo su TG e programmi televisivi noto con amarezza che i messaggi che arrivano sono pieni di allarmismo. Pochissimo spazio viene dedicato a notizie positive, come il fatto che i guariti siano il 97% oppure gli ottimi risultati del protocollo di terapie domiciliari.

Questa settimana poi, la notizia della sospensione dei vaccini dell’industria anglo-svedese AstraZeneca ha creato una nuova ondata, non di contagi ma di sensazioni contrastanti.

Paura, rabbia, sconcerto, indignazione sono quelle che la maggior parte delle persone sta provando: leggendo i commenti sui social sotto alle notizie è più che mai evidente.

Ed è altresì evidente che ormai da un anno siamo in guerra, non nell’accezione classica del termine: è una lotta ad un virus, un nemico invisibile e per questo ancora più temibile. Spesso i leader politici, come Giuseppe Conte, hanno usato questo termine.

Non tutti però ritengono che sia utile continuare con l’allarmismo, anche perché a causa delle restrizioni stanno aumentando in modo esponenziale i disturbi psicologici e il malessere generale.

Sabato scorso un episodio terribile che conferma quanto appena detto: a Torino, un uomo di 37 anni, che era ricoverato all’ospedale Mauriziano per un intervento, appena ha saputo di essere positivo al SARS-Cov19 non ha retto.

E’ fuggito dal reparto Covid e, giunto presso la sua abitazione, si è sparato. A nulla sono valsi gli sforzi dei medici per salvarlo. L’uomo si trovava in ospedale per altre patologie.

La pressione psicologica e mediatica che da un anno stiamo subendo sta raggiungendo livelli altissimi e molti non ce la fanno più. La luce in fondo al tunnel sembra diventare sempre più lontana.

Il ritiro dei vaccini AstraZeneca getta ancor più nello sconforto le persone

La settimana si è aperta con una notizia che ha messo in allarme più di mezza Europa: il vaccino AstraZeneca viene sospeso in ben 17 paesi a causa di reazioni avverse specifiche e inattese.

Diverse persone hanno evidenziato trombosi specifiche: il primo allarme è arrivato dall’Austria, dove un uomo di 49 anni è deceduto pochi giorni dopo la vaccinazione mentre un altro è attualmente ricoverato in condizioni stabili.

Da lì è stato un susseguirsi di notizie, ma il caso che ha fatto scattare l’allarme in Italia è stato quello del docente biellese, Sandro Tognatti, deceduto poche ore dopo aver ricevuto la vaccinazione.

Il Piemonte ha deciso di sospendere prima la somministrazione del lotto, poi tutte le vaccinazioni. Infine lunedì la decisione di AIFA che avvisava di aver sospeso l’utilizzo di AstraZeneca in attesa di chiarimenti da parte dell’EMA.

A quel punto le categorie interessate, soprattutto quella dei docenti, sono entrate nel panico. Chi l’ha già fatto teme di avere problemi, chi doveva farlo non sa più se aderirà alla campagna vaccinale.

Ci sono poi coloro che chiedono a gran voce di poter scegliere i vaccini di altre case farmaceutiche e coloro che invece sono indignati perché temono di non poter fare il richiamo, vanificando la prima dose.

La divisione è ormai imperante: ma la fiducia della gente sta calando

Non si può non notare che la questione vaccini sta dividendo l’opinione pubblica, non solo nel nostro Paese.

C’è chi si fida ciecamente della scienza e non vuole sentire parlare di correlazione fra i decessi e i vaccini e chi invece afferma che sono proprio questi la causa delle morti delle ultime settimane.

Nei programmi televisivi, i soliti noti virologi ed esperti cercano di invitare alla calma ribandendo la sicurezza e l’efficacia della vaccinazione, ma con minor successo. I commenti sui social sono per la maggior parte negativi.

E alla fine se ne stanno rendendo conto pure loro: Matteo Bassetti, infettivologo del San Martino di Genova, sta gridando a gran voce che nel suo ospedale ben 500 sanitari non hanno aderito alla campagna vaccinale. Ha così constatato da vicino il calo della fiducia dei suoi colleghi riguardo a questa pratica.

Il microbiologo Andrea Crisanti invece, durante un’intervista a Mattino Cinque, è stato molto chiaro riguardo al caso della sospensione di AstraZeneca.

La posta in gioco è immensa: non possiamo fornire un’arma ai novax perché abbiamo agito con leggerezza, occultando dei dati o agito con cinismo. Se adesso riapproviamo il vaccino non si vaccina nessuno. Bisogna essere chiari su questa cosa. Adesso che c’è stata la sospensione bisogna andare fino in fondo, acquisire tutti i dati, condividerli con la comunità scientifica e farli comprendere alle persone. Questa è la procedura da seguire: non si può dire fra una settimana senza nessuna spiegazione che abbiamo scherzato ed è tutto a posto. Non se la beve nessuno!“.

L’intervista ad Andrea Crisanti

I timori di Cristanti hanno avuto conferma: giovedì 18 marzo l’EMA, attraverso la voce della sua direttrice, Emer Cooke, ha dato rassicurazioni in merito al vaccino preso di mira, affermando che “sicurezza ed efficacia superano in rischi”, perciò si può ricominciare a somministrarlo.

Le motivazioni? “Escludiamo relazioni tra casi di trombosi. Tuttavia non può essere escluso un legame con i rari casi tromboembolici e perciò occorre avvertire di queste possibilità“, ha spiegato, aggiungendo che “lanceremo ulteriori approfondimenti per capire di più riguardo agli eventi avversi rari segnalati dopo la vaccinazione con AstraZeneca“.

Quindi no RELAZIONE con le trombosi, ma possibili LEGAMI. Mah… veramente sul dizionario dei sinonimi e contrari della Treccani, questi due termini sono sinonimi (altri sono nesso, correlazione, collegamento).

Di sicuro si sa che non tutti hanno ripreso le somministrazioni: i paesi scandinavi per ora restano in attesa; la Finlandia ha deciso venerdì di sospendere l’utilizzo di AstraZeneca, nonostante le rassicurazioni dell’EMA, dopo aver accertato due casi di trombosi; la Spagna riprenderà probabilmente il 29 marzo. L’Europa quindi si divide sulla questione.

Danni collaterali a causa del Covid: sono accettabili?

Secondo la definizione, si hanno danni collaterali quando persone comuni vengono uccise accidentalmente durante una guerra. Questa frase è usata soprattutto dagli ufficiali militari. E visto che siamo in guerra contro un virus, secondo OMS e governi mondiali, questo termine può senz’altro essere utilizzato.

L’uomo è in simbiosi con virus e batteri: anzi, negli esseri umani si trovano tra le 500 e 10.000.000 specie differenti di microorganismi, i più numerosi dei quali sono batteri, ma anche in misura inferiore miceti e virus.

Ma ora è imperativo sconfiggere questi “micronemici”: disinfezioni, igienizzazione e distanziamento sono ormai pratiche sbandierate in continuazione. Ma quali danni a lungo andare porteranno al nostro organismo?

Invece di puntare sulle cure in caso di contagio, grazie ai protocolli delle terapie domiciliari, approvate anche da una sentenza del TAR, si continuano a reiterare decreti che prevedono restrizioni e si punta tutto sulla campagna vaccinale. Ma i vaccini scarseggiano, le case farmaceutiche annunciano ritardi e le persone nel frattempo cominciano a essere sempre più stanche e arrabbiate.

Inoltre, ad oggi non vi è certezza sull’efficacia dei nuovi vaccini nel prevenire la diffusione del contagio. A ribadirlo, dopo le FAQ AIFA e diverse notizie comparse sui giornali, è il Ministro delle Infrastrutture Enrico Giovannini. Ospite alla famosa trasmissione Porta a porta, ha lasciato Bruno Vespa e tutti i telespettatori di stucco con le sue affermazioni.

Su questo però attenzione. Non è che chi ha avuto il vaccino non possa trasmettere il virus: questo ci dicono gli studi. Quindi non possiamo dire che una volta che tutti saranno vaccinati il problema sarà risolto“.

La reazione di Vespa è ovviamente di stupore: “Questa è una novità! Ma stiamo scherzando?”. Giovannini risponde: “Non stiamo scherzando, stiamo facendo la cosa che dobbiamo fare, ma sappiamo che la vaccinazione non impedisce completamente la trasmissione del virus. E tecnicamente non sappiamo neanche quanto durerà la vaccinazione“.

Facilito il video per curiosi e dubbiosi.

Una riflessione a questo punto è d’obbligo. Siamo disposti ad accettare che la vaccinazione di massa possa causare “danni collaterali”, ovvero possibili reazioni avverse e decessi alla luce del fatto che non si hanno certezze riguardo al fatto che sia efficace contro la trasmissione del virus?

Siamo sicuri di voler ancora subire restrizioni a causa di un virus col quale dovremo comunque convivere, visto che secondo gli esperti diventerà endemico?

Possiamo accettare che migliaia di aziende e attività falliscano, aumentando la povertà e la crisi economica? Possiamo accettare che i bambini e i ragazzi non vadano più a scuola, restando soli come automi davanti ad un Pc per seguire la DAD?

Ricordiamoci che ogni anno muoiono di influenza più di mezzo milione di persone, nonostante vi siano da decenni cure e vaccinazioni. Nessuno ci ha mai rinchiusi in casa per contrastare la diffusione dell’influenza, che può comunque portare al decesso le persone fragili, come gli immunodepressi ad esempio.

Riflettiamo seriamente: è giunto il momento di valutare se i danni collaterali del Covid siano più pericolosi del virus stesso.

Fonti

https://cronacaqui.it/ricoverato-per-covid-al-mauriziano-si-allontana-dallospedale-e-si-suicida/

https://www.federfarma.it/Edicola/FiloDiretto/Filodiretto/dicembre2017/14-12-2017-15-35-07.aspx?feed=FederfarmaUltimeNotizie

https://www.regione.piemonte.it/web/pinforma/notizie/sospensione-astrazeneca-dimostrata-lungimiranza-piemonte

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