Diritto alla resistenza, un dovere morale di ogni cittadino

“quando lo Stato-apparato realizza materialmente un’attività contraria ai principi fondamentali della Costituzione [...] nasce il dovere di resistenza, anche collettiva, quale “extrema ratio” per il ripristino della legalità costituzionale, e che può essere praticata anche nella forma della disobbedienza civile, nonviolenta.”
12/10/2019 – Diritto di resistenza di Giannini (storia e Costituzione).
Commento di Luca Scantamburlo

A cura di Giuliano C.,

Oggi 21 marzo 2021 in tutto il mondo si stanno svolgendo manifestazioni contro i provvedimenti restrittivi giustificati “causa covid” nel pressoché totale silenzio dei mass-media se non per stigmatizzare, ghettizzare e condannare come la follia di irriducibili sacche di restistenza…

Ma se vi dicessi che “Il diritto di resistenza è sostanzialmente (ed implicitamente) accolto dalla nostra Costituzione, in quanto rappresenta una estrinsecazione del principio della sovranità popolare, sancita dall’art. 1 della Costituzione e che quindi informa tutto il nostro Ordinamento giuridico”?
Mi dareste del populista, sovranista, negazionista e qualche altro -ista? Intanto chiariamo che la sovranità popolare è attribuita ad ogni singolo cittadino in quanto membro del popolo non solo al popolo inteso nel suo insieme. Quindi:

quando lo Stato-apparato realizza materialmente un’attività contraria ai principi fondamentali della Costituzione […] nasce il dovere di resistenza, anche collettiva, quale “extrema ratio” per il ripristino della legalità costituzionale, e che può essere praticata anche nella forma della disobbedienza civile, nonviolenta.

Giorgio Giannini

La resistenza è per il ripristino della legalità costituzionale, cosa che auspico ardentemente.

Non dovrebbe certo essere una società finanziaria (con annessa banca) come la JP Morgan

Il banco di prova del prossimo anno sarà in Italia, dove il nuovo governo ha chiaramente l’opportunità di impegnarsi in significative riforme politiche” (JP Morgan – 28 May 2013)1

a dirci che la nostra Costituzione è, in sintesi, un ostacolo allo sviluppo delle politiche neoliberiste.

Ma se il padrone chiama, il cane corre e la strada è già tracciata da anni, troppo importante per potervi rinunciare o cambiar rotta.

Maggio 2016, quando La7 faceva ancora informazione seria

La nostra Costituzione subisce un primo attacco nel dicembre del 2016 e fortunatamente il popolo italiano era ancora abbastanza sveglio da aver capito che qualcosa non quadrava.

2016 – se avessimo votato SI…
(Nota: il video è caricato come Referendum2020 ma lo youtuber forse non lo sapeva, resta tuttavia interessante ricordare come ci presentavano il referendum 4 anni fa)
E il buon Di Maio smontava così le ragioni del SI cinque anni fa. Si ascolti bene al minuto 1:11

Nonostante la stampa tutta ci avvisava (o minacciava?) che a prescindere dall’esito del voto popolare le riforme sarebbero andate avanti comunque.

Non contenti e con la determinazione di un gatto che ha fiutato il topo, ci hanno riprovato lo scorso anno indicendo il quarto referendum costituzionale nella storia della Repubblica Italiana, di cui gli ultimi due solo negli ultimi 4 anni.
Ricordiamo che:

“Nel gennaio del 1929, per incrementare il potere del proprio Governo, diminuendo ulteriormente quello del Parlamento, Mussolini ridusse il numero dei deputati a soli 400?
Forse è una coincidenza, ma è il numero cui si vuole ridurli oggi.
Qualcuno ha poi detto che nel 1939, dopo solo dieci anni, Mussolini abolì la Camera dei deputati sostituendola con una Camera dei fasci e delle corporazioni?
Forse sarebbe il caso di aggiungere che Umberto Terracini, che aveva passato undici anni nelle carceri fasciste, il 18 settembre 1946 diceva alla Costituente: “Quando si vuole diminuire l’importanza di un organo rappresentativo s’incomincia sempre col limitarne il numero dei componenti, oltre che le funzioni. ”

[fonte]

Notiamo dunque che La rivoluzione, invece, è per il rovesciamento e la sostituzione di un potere con un altro.

Oggi dunque mi chiedo, chi è il partigiano e chi il rivoluzionario?

La crisi planetaria innescata dal pangolinovirus sembra essere quasi una manna dal cielo per chi ha in mente questi progetti mondialisti ed intenzionato allo smantellamento dell’ordine costituito a livello delle singole sovranità nazionali, non credete?

Premesso ciò, vi invito ad una riflessione su questa tematica grazie alle considerazioni inviateci da Luca Scantamburlo. Leggiamo:

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I ristoratori, o esercenti di bar ed osterie, e titolari di palestre, che stanno osservando le regole di contenimento della epidemia “pandemia” di questa sindrome similinfluenzale (Covid-19), ma che rifiutano di chiudere la loro attività (che da’ loro il pane, e dunque rifiutano di sottostare ad un provvedimento che mina la loro sopravvivenza) hanno trovato una strada di disobbedienza civile che deve fare riflettere le Autorità di Governo.
Sono persone oneste che con il sudore della loro fronte, realizzano se stesse, promuovono il lavoro ed il progresso spirituale e materiale della società tutta.
Si muovono dunque nel solco dello ius resistentiae argomentato magistralmente dal ricercatore storico Giorgio Giannini, da me citato e di cui diedi lettura di un suo saggio, mesi fa.

Il prof. Giuliano Amato – già Presidente del Consiglio ed oggi giudice della Corte Costituzionale – in un suo lavoro giovanile di scienze giuridiche scrisse nel 1962, in “La sovranità popolare nell’ordinamento italiano”, che in caso di non funzionamento degli organi di controllo e di garanzia, se cioè lo stesso Stato-apparato fosse “partecipe dell’azione eversiva” compiendo “atti difformi dai valori e dalle finalità fatti propri dalla coscienza collettiva ed indicati nella Costituzione”, allora sarebbe legittimo il ricorso alla resistenza, individuale o collettiva, purché non violenta. Afferma inoltre: “[…] ove circostanze particolari lo impongano, come può disconoscersi al popolo, che della sovranità è titolare e che ne controlla l’esercizio […], il potere di ricondurre alla legittimità, con mezzi anche non previsti, questo esercizio, ove irrimediabilmente se ne discosti.”

Lo ius resistentiae, il diritto naturale, ed il rispetto del patto fondativo fra popolo (sovrano) e le Istituzioni, lo Stato, che si trova nella legge fondamentale dello Stato, al vertice nella gerarchia delle fonti: la Costituzione della Repubblica italiana.

Luca Scantamburlo
28 ottobre 2020

BIBLIOGRAFIA E RIFERIMENTI
– Giuliano AMATO, La sovranità popolare nell’ordinamento italiano, in Rivista trimestrale di diritto pubblico, 1962, pp. 351-360.
– GIANNINI GIORGIO, CENTRO STUDI DIFESA CIVILE, Il “Diritto di resistenza nella Costituzione italiana”

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Immagine di copertina:
– https://www.auser.it/notizie/rispetto-per-il-lavoro-per-la-democrazia-per-la-costituzione-il-17-giugno-a-roma-manifestazione-nazionale-cgil/ Correva l’anno domini 2017 tempi in cui si difendeva la Costituzione contro la reintroduzione dei voucher…

Note:
1Quando “il fattoquotidiano” citava ancora i siti di informazione libera…

Appronfondimenti:
– http://www.esseblog.it/resistenza-e-risorgimento/

Fonti:
– https://traterraecielo.live/2016/11/29/il-piano-b-del-dopo-referendum/
– https://traterraecielo.live/2020/09/19/un-referendum-costituzionale-senza-quorum/
– https://traterraecielo.live/2020/09/27/il-referendum-e-stato-un-successo/

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