Elezioni USA: a febbraio la Corte Suprema si occuperà dei brogli

La questione dei brogli elettorali riguardanti le elezioni del presidente degli Stati Uniti d’America non è finita.

La notizia è arrivata questo fine settimana, quando la Corte Suprema ha pubblicato l’elenco delle cause che verranno trattate nei prossimi giorni.

In particolare, la Corte Suprema considererà il caso delle elezioni in Pennsylvania, il caso del legale Sidney Powell in Michigan e il caso dell’altro legale Lin Wood in Georgia il 19 febbraio 2021.

La decisione è arrivata dopo che la Corte ha rifiutato di accelerare tutte le controversie relative alle elezioni all’inizio di gennaio.

Gli avvocati che sostengono l’ex presidente Donald Trump hanno affermato che se i casi fossero stati ascoltati prima dell’inaugurazione del presidente Biden, il loro successo sarebbe stato improbabile.

Ma dopo che la Corte li ha rimandati, molti avvocati ritengono che ora potrebbero avere implicazioni a lungo termine per la correttezza delle elezioni.

L’avvocato di Trump, John Eastman, in un’intervista al Washington Examiner afferma l’importanza di risolvere le questioni sollevate dall’espansione del voto per corrispondenza, che avrebbe favorito i brogli.

I media americani non ne parlano, ma Trump ha già vinto diversi ricorsi

Riguardo alle cause aperte dai legali di Trump, i media americani hanno sempre sostenuto che neppure un ricorso sia stato vinto. Ma adesso arriva la smentita dal sito The Gateway Pundit: “I media negli Stati Uniti non sono più interessati alla verità. Sono corrotti oltre ogni immaginazione. Prima erano di parte, ora sono chiaramente disonesti. Più e più volte abbiamo sentito da parte loro come il presidente Trump non ha vinto una sola causa nelle elezioni presidenziali del 2020 relativa alla frode nelle elezioni“.

In realtà, quando si guarda al numero di casi relativi alle elezioni presidenziali del 2020 che sono stati decisi nel merito, ci sono stati solo 21 casi chiusi finora. Di questi, il presidente Trump ne ha vinti 14, cioè due terzi. L’elenco è consultabile a questo link .

In particolare, il rapporto al 4 febbraio 2021 mostra che vi sono 80 casi giudiziari ad oggi basati sulle elezioni del 2020:
– In 76 casi il presidente Trump era/è il querelante.
– In 4 casi il presidente Trump è il convenuto.
– 21 di questi casi sono stati decisi nel merito.
– Dei 21 casi decisi nel merito, il presidente Trump ne ha vinti 14 o due terzi.
– 25 casi rimangono attivi.

I media negli Stati Uniti non sono più interessati alla verità

The Gateway Pundit


The Gateway Pundit commenta: “È increscioso che i tribunali non abbiano fatto dei casi legati alle elezioni del 2020 una priorità. La procrastinazione dei tribunali nell’affrontare questi importanti casi in modo tempestivo era, ed è, ripugnante“.

Trump dalla Florida: “Non abbiamo ancora finito”

Intanto Donald Trump, attualmente in Florida con la famiglia, attende con serenità che inizi il processo per il suo secondo impeachment. Da lunedì 8 febbraio vi saranno le prime consultazioni .

Il processo avrà però delle implicazioni: da questo momento in poi vi sarà un precedente, quindi un ex presidente potrà essere processato davanti al Congresso. Oltre a Trump potrebbe toccare ad altri.

Trump appare sereno e concentrato: in un video girato da un suo sostenitore su un campo da golf, l’ex presidente non si esime dal lanciare un messaggio.

Il sostenitore lo saluta e lo ringrazia per il suo servizio al paese. Trump risponde: “Thank you very much, we haven’t finished yet“, ovvero “non abbiamo ancora finito”.

Si preannunciano colpi di scena? Sicuramente potrebbero esserci delle sorprese in vista riguardanti i ricorsi sui brogli. Seguiremo e vi aggiorneremo. La questione è aperta.

Fonti

https://www.thegatewaypundit.com/2021/02/exclusive-breakdown-80-cases-related-2020-presidential-election/

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