Elezioni USA: davvero Biden è il nuovo presidente? (prima parte)

Si avvicina sempre più la data del 20 gennaio, durante la quale si svolge la cerimonia d’insediamento del nuovo Presidente degli Stati Uniti d’America, ma le notizie sulle elezioni che arrivano dagli States lasciano spazio a uno scenario ancora incerto.

Donald Trump non molla e continua a portare avanti la questione dei brogli elettorali, coadiuvato dall’avvocato ed ex sindaco di New York, Rudy Giuliani, e dal legale Sidney Powell. Da settimane inoltre i sostenitori di Trump manifestano ogni fine settimana nei diversi stati chiedendo trasparenza e verità.

In Italia però i media non ne parlano, limitandosi a mandare in onda notizie in cui si parla di Joe Biden come nuovo presidente eletto: ma è davvero certa la sua elezione?

Per colmare queste lacune dei media, Roberto Mazzoni ha deciso di creare un canale per dare informazioni corrette. Giornalista professionista specializzato in tecnologia informatica, fondatore di molte famose riviste per Arnoldo Mondadori, autore di libri, Mazzoni risiede in Florida da più di un decennio.

Attraverso il suo canale Telegram e le piattaforme YouTube e Rumble, aggiorna i suoi followers non solo sulle novità tecnologiche, ma anche sugli avvenimenti post elezioni. Durante un’intervista all’emittente Byoblu, ha spiegato quali sono tutte le possibilità che potrebbero portare ad una riconferma di Trump.

“Ho deciso di colmare le lacune dei Main Stream Media per aggiornare il mio pubblico. Biden? Primo presidente eletto da Facebook”

“Mi sono reso conto che le informazioni non arrivavano in Italia e ho deciso di aggiornare il mio pubblico su quanto stava avvenendo dopo l’election day: non mi aspettavo che così tante persone si sarebbero interessate all’argomento, sto quindi cercando di colmare i vuoti evidenti dei Main Stream Media”. Il canale Telegram, aperto l’11 dicembre, conta già quasi 9.000 iscritti, mentre su Youtube sono 30.500.

“Siamo in una situazione paradossale: i media hanno eletto Joe Biden ancora prima che terminassero i conteggi la notte del 3 novembre e da allora non è cambiata la storia. Possiamo dire che sia il primo presidente eletto da Facebook”.

E continua: “Il problema principale di questa elezione è stato il ruolo dei media, la par condicio non esiste: la propaganda è tutta a favore di un candidato.”

Mazzoni nell’intervista ripercorre i principali passaggi della giornata elettorale: i risultati che arrivavano davano in netto vantaggio l’attuale presidente Donald Trump, ma ad un certo punto sono stati sospesi i conteggi e sono state fermate le macchine in 6 stati chiave, fra cui Michigan, Pennsylvania, Georgia e Winsconsin. Secondo il giornalista, appare evidente che c’è stata un’azione coordinata: dopo aver ripreso i conteggi a notte fonda, ci sono stati picchi di inserimento di voti postali a favore di Biden, ma sono avvenuti in tempi talmente rapidi da essere incompatibili con la velocità di lettura delle macchine.

Gli Stati che hanno modificato la legge elettorale non potevano farlo

“A causa della pandemia di Covid-19, alcuni stati hanno deciso di modificare la legge elettorale mediante ordine del Governatore oppure tramite sentenza di un giudice locale. Questo però è illegittimo ed è ciò stanno contestando gli avvocati di Trump. Le variazioni delle leggi elettorali devono essere fatte dai singoli parlamenti locali, in base alla Costituzione e alle leggi federali. Sono stati consentiti voti per posta in quantità inaudite: ad esempio in Pennsylvania vi sono 900.000 elettori registrati e sono state spedite 1.800.000 schede elettorali. E’ chiaro che ci sono situazioni poco chiare”.

A causa di questi voti per posta, i conteggi si sono prolungati per giorni, tanto che ancora oggi non si sa esattamente il risultato esatto. Strano anche il fatto che dopo il blocco dei conteggi siano arrivati voti in numero tale da colmare il divario fra Trump e Biden.

“Ci sono circa 1000 testimoni che si sono fatti avanti per evidenziare fatti incredibili: vi sono decine di migliaia di persone decedute che hanno votato, oppure elettori che hanno votato in due stati. Addirittura sono stati trovati voti di minorenni o di chi non è cittadino americano e non ha diritto al voto. Il team legale di Trump ha portato nel solo stato del Nevada 8 faldoni di prove di brogli elettorali, e non è neanche lo stato di cui si ha più materiale”.

Gli americani credono che le elezioni siano state compromesse

Mazzoni prosegue spiegando che le società che conducono inchieste di opinione, come Trafalgar Group o Gallup, riportano che il 53% degli americani ritengono che le elezioni siano state compromesse, quindi il risultato è stato modificato tramite brogli. Addirittura il 30% di elettori democratici ritiene che vi siano stati brogli.

Il voto postale può ovviamente prestarsi a tali problematiche e il giornalista spiega che il Presidente Trump ha comunque preso provvedimenti: “Nel 2018 Trump ha emesso un ordine esecutivo secondo cui le elezioni 2020 dovevano essere osservate per verificare se vi fosse un’interferenza straniera per compromettere il risultato”.

Mazzoni precisa che ogni contea americana conduce in modo indipendente il sistema elettorale. La consultazione popolare però non decide chi sarà il nuovo presidente: “Quando i vari stati hanno gli esiti della consultazione popolare, entrano in gioco i grandi elettori, ai quali vengono riferite le preferenze dei cittadini. Il 14 dicembre si sono riuniti e hanno votato: incredibilmente 84 hanno votato per Biden e 84 per Trump. Quindi fino al 6 gennaio non potremo sapere con certezza chi sarà il presidente”.

Questo avvenne già nel 1960, durante le elezioni fra Kennedy e Nixon: secondo i dati ufficiali il vincitore era Nixon, ma divenne poi presidente Kennedy.

A questo punto si aprono diverse possibilità…

(Continua)

https://www.youtube.com/user/robertomazzonipres

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