Francia: “evoluzione” dello SPID

Il 26 aprile, due giorni dopo la riconferma di Emmanuel Macron all’Eliseo, il primo ministro Jean Castex et il ministro degli interni Gérald Darmanin hanno firmato un testo che riguarda la creazione di una nuova applicazione chiamata “Service de garantire de l’identité numérique” (Servizio di garanzia dell’identità numerica, SGIN).
SI tratta di un sistema volto a dimostrare la propria identità online per accedere a servizi pubblici e privati scannerizzando la nuova carta d’identità biometrica introdotta nell’agosto 2021. L’applicazione utilizzerà dati personali (quali nome, cognome, data di nascita, indirizzo di domicilio, indirizzo email etc) che permetteranno all’utilizzatore di “generare attestazioni elettroniche contenenti i soli attributi d’identità la cui trasmissione egli ritenga necessaria ai terzi di sua scelta”.

Nelle intenzioni dichiarate dal governo di Parigi, lo SGIN non sarebbe obbligatorio e andrebbe a sostituire il sistema FranceConnect – l’attuale equivalente dello SPID italiano – definito sul sito dell’amministrazione pubblica francese (service-public.fr) come “dispositivo numerico di identificazione che garantisce l’identità di un utilizzatore ai siti o alle applicazioni utilizzati avvalendosi dei conti esistenti per i quali la propria identità è già stata verificata”.

Al momento della pubblicazione di questo redazionale i media nazionali francesi non hanno veicolato la notizia del decreto, che è passato in sordina. Secondo alcuni osservatori questo progetto sarebbe volto a introdurre un sistema di credito sociale simile a quello già esistente in Cina.

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