Francia: numero allarmante di reazioni avverse. Parla il dottor Perronne

In Francia stanno aumentando le segnalazioni di reazioni avverse ai vaccini contro la Covid-19: ecco le riflessioni del dottor Perronne.

Prosegue senza sosta in tutta Europa la campagna vaccinale, una corsa contro il tempo per arrivare entro l’estate ad avere la maggior parte della popolazione con le due dosi somministrate. Ogni giorno arrivano puntuali i bollettini: al numero di contagi, ricoveri e decessi si è aggiunto il numero di somministrazioni.

Soddisfatto, il generale Figliuolo annuncia che ormai il ritmo si attesta fra le 500 e 600 mila dosi quotidiane. Un dato che però non viene riportato è quello relativo alle reazioni avverse, che invece dovrebbe essere portato all’attenzione di tutti in quanto i nuovo vaccini contro la Covid-19 sono sotto monitoraggio addizionale. Infatti, le case farmaceutiche hanno condotto la sperimentazione su un numero limitato di volontari e molti effetti collaterali, soprattutto a medio e lungo termine, non sono emersi.

Stanno purtroppo aumentando i casi di persone che manifestano sintomi gravi dopo la somministrazione: gli ultimi riguardano una giovane diciottenne ricoverata al San Martino di Genova con trombosi venosa cerebrale e una donna toscana di 41 anni in coma dopo aver ricevuto AstraZeneca/Vaxzevria.

Ma un dato preoccupante che deve far riflettere arriva dalla Francia, dove stanno aumentando in maniera esponenziale le segnalazioni di reazioni avverse. A fine maggio, sul quotidiano Le Journal Toulousain, è uscito un articolo che relaziona su quanto sta avvenendo solo in quella zona.

Ebbene, il Centro regionale di farmacovigilanza di Tolosa ha registrato cinque volte più segnalazioni del normale da gennaio, in concomitanza con la partenza delle vaccinazioni contro la Covid-19.

Che si tratti di pazienti o di operatori sanitari, tutti possono segnalare eventi avversi ed è una cosa molto buona che questo numero stia aumentando. Questo follow-up post-marketing permette di chiarire ulteriormente il rapporto beneficio-rischio di un farmaco o di un vaccino“, spiega il professor Montastruc, direttore del CRPV e membro dell’Accademia Nazionale di Medicina francese.

Dai dati emerge che un terzo delle reazioni segnalate viene classificato come grave: tra queste, la CRPV ha dovuto indagare su casi di emofilia, attacchi di cuore, pressione alta e paralisi facciale.La grande novità specifica della campagna di vaccinazione è relativa ai casi di trombosi venosa di cui si è parlato molto“, aggiunge l’esperto in farmacologia.

A parte questi casi specifici attribuiti al vaccino AstraZeneca, le dichiarazioni elaborate dal centro regionale di farmacovigilanza di Tolosa non indicano che un vaccino ha più probabilità di generare effetti collaterali di un altro. Essendo il più prescritto, il vaccino Pfizer è all’origine della maggior parte dei rapporti registrati, molto più avanti di AstraZeneca, seguito da Moderna e infine Janssen, l’ultimo dei vaccini autorizzati in Francia.

Se ci spostiamo più a nord, anche nella Francia centrale si segnala un aumento inaspettato: nella zona del Limousin da gennaio sono già arrivate oltre 4.000 segnalazioni, di cui il 25% classificate gravi. E già ad inizio aprile, a Tours, si segnalava un incremento esponenziale di segnalazioni (1400 in soli 3 mesi).

Aumento esponenziale delle reazioni avverse: ecco il commento del dottor Perronne

In merito a questi dati, è intervenuto il dottor Christian Perronne: classe 1955, è un medico francese e professore universitario specializzato in patologie tropicali e malattie infettive emergenti. È stato Presidente della commissione specializzata “Malattie trasmissibili” del Consiglio Superiore di Sanità Pubblica, oltre che vicepresidente nel 2009 del “Gruppo consultivo europeo di esperti sull’immunizzazione” (E[T]AGE), che consiglia la politica europea di vaccinazione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. Uno dei massimi esperti francesi quindi.

Nel 2020 però, a causa del suo sostegno al trattamento raccomandato dal professor Didier Raoult durante il turbolento inizio della pandemia di Covid-19, ha iniziato ad essere mal visto dal governo. In pratica, se non ci si attiene alla narrazione ufficiale, anche chi ha decenni di professionalità e competenze viene tacciato di essere improvvisamente inattendibile e “complottista”. Stesso metodo usato per il premio Nobel Luc Montagnier: dopo averlo screditato quando affermava che secondo lui il virus era uscito da un laboratorio cinese, ora non si può che dargli ragione, viste le prove evidenti del “Faucigate“che stanno uscendo negli USA.

Ma torniamo al dottor Perronne: in una recente intervista, ha commentato come le segnalazioni di pazienti che hanno complicazioni dopo la somministrazione dei nuovi vaccini stia esplodendo.

Questi prodotti sono una nuova tecnologia che non abbiamo mai usato prima. Quello che mi preoccupa è ciò che sta avvenendo, nelle ultime settimane, in varie zone del paese: è iniziato all’ospedale universitario di Tours, poi è toccato Limoges e ora a Tolosa. I centri di farmacovigilanza sono totalmente saturati dalle segnalazioni: affermano che in pochi mesi hanno avuto più segnalazioni rispetto tutto il 2020 e non hanno il tempo per registrarli“.

Perronne non risparmia le critiche agli investimenti per il settore sanitario: ” Invece di spendere miliardi per il Remdesivir, dovremmo dare un po’ di soldi per gestire le statistiche e per aumentare le risorse per i centri di farmacovigilanza. Inoltre ho testimonianze dirette di persone che lavorano nelle aziende che i medici del lavoro hanno spinto per far effettuare le vaccinazioni e adesso vi sono molte segnalazioni di reazioni avverse, ma si rifiutano di trasmetterle dicendo che non vi è alcuna correlazione“.

Riporta poi la testimonianza di una sua collega: “Una mia collega microbiologa mi ha contattato due settimane fa perché sua madre di 80 anni è stata forzata dal medico di base a vaccinarsi: lei aveva dichiarato in precedenza di non volerlo fare, ma il medico ha insistito a tal punto che la signora si è vaccinata. Dopo circa una settimana ha purtroppo avuto una tromboflebite cerebrale: è deceduta qualche giorno fa. Di esempi del genere ne sento tanti, mai mi era successo prima: considerate che ho lavorato per il ministero nel settore delle vaccinazioni, ho gestito le crisi vaccinali e mediatiche, ma anche se gli effetti collaterali venivano segnalati, non ne ho mai sentito parlare così tanto come in questi mesi. Ho parenti, amici, conoscenti che mi avvisano, hanno avuto anche effetti gravi come paralisi e ulcere intestinali“.

Quindi, in base a queste dichiarazioni possiamo dedurre che il numero di segnalazioni avverse sia decisamente più elevato e in crescita, proprio perché gli uffici preposti per la farmacovigilanza non riescono a registrarle tutte in tempo reale. Un quadro preoccupante che dovrebbe far riflettere tutti gli Stati in cui stanno avvenendo vaccinazioni massive in tempi brevi.

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