Hai ragione Francesco ma…

Ispirato da un post di Francesco Amodeo.

In questo articolo ti parlo di un tema davvero centrale che Francesco Amodeo evidenzia e invita tutti all’azione. L’argomento stimola una forte presa di coscienza rispetto proprio a chi oggi è impegnato attivamente a portare un messaggio di libera informazione e di unione delle forze, ma che, tuttavia, stenta a decollare perché disuniti.

Come dice Francesco, se non si ha una strategia rispetto al potere e a l’élite, la quale risulta sempre ben organizzata, è difficile se non impossibile operare radicalmente un cambiamento. Bisogna, infatti, creare un unico fronte.

Interpreto dunque che dal post di Francesco emergono elementi che ad oggi ci vedono ancora separati e quali sono invece quelli che uniscono il potere. In questa analisi si evince quali scelte possiamo operare nell’immediato e in che modo farlo. Almeno e ciò ho intuito essere la mia esperienza. Te ne voglio parlare.

 “Ne parlavo proprio pochi giorni fa. 

Una strategia da sempre vincente, sia che la si applichi alle organizzazioni del capitalismo speculativo, sia che la si applichi alle organizzazioni della malavita.

Gli unici che non hanno ancora capito che l’unione fa la forza, quando c’è un nemico comune che va oltre le divisioni delle singole parti (il famoso “ubi major, minor cessat“), sono proprio i popoli.

Al cartello finanziario ci opponiamo divisi, ognuno col proprio partitino, ognuno col proprio movimento. Abbiamo ad esempio Italexit, che però non si unisce a Vox Italia, abbiamo questo o quel blogger che non dialoga con l’altro ecc, questo perché continuiamo a pensare che quel partitino che ha le nostre stesse idee possa in qualche modo sottrarre consenso al nostro.

Voi avete mai visto tutti i leader dei partiti sovranisti, tutti i blogger di controinformazione, tutti i giornalisti liberi, tutti i movimenti popolari riunirsi in un albergo per una convention? Mai.

Ognuno si fa la propria riunione, ognuno si fa la propria lista di iscritti e l’altro viene considerato un competitor: anche se il nemico è comune.

Ma vogliamo opporci davvero a questo sistema?

Allora dobbiamo usare le loro regole, perché sono loro che continuano a piazzare colpo su colpo. Allora deve nascere un fronte popolare di opposizione a questo sistema. Non un partito, non un movimento, non un leader. Un fronte popolare. I leader dei vari partiti, i blogger, gli opinion leader, devono riunirsi tra di loro; non ognuno col proprio gruppo.

Bisogna creare – permettetemi la metafora – il “Bilderberg dei popoli”, la risposta del popolo al cartello finanziario. Dobbiamo scegliere anche noi le menti migliori, i più carismatici, i più visibili, e farli entrare nelle istituzioni, nei partiti, nei media, esattamente come fanno loro.”

(Francesco Amodeo)

Voglio partire proprio da ciò che Francesco afferma quando parla di “strategie” e di come, dalle organizzazioni speculative sino alla malavita, tra di loro riescano a concentrare e focalizzare le energie ed essere compatti e uniti.

Il sistema è più abile perché hanno un codice interno, “collante” a unirli, il denaro. Sono cinici, spregiudicati, affamati, palesemente arroganti perché a renderli uniti è una visione comune e un unico obiettivo. Il dominio del mondo attraverso la paura, il potere e il denaro.

Si tratta, infatti, di affermare che a dargli forza, nonostante siano palesemente speculativi e “malavitosi”, siano i soldi, la finanza, che rappresentano il collante, l’elemento che li unisce, come nei branchi, malgrado portino avanti una condotta spregiudicata e senza scrupoli.

Il popolo, che in sostanza rappresenta la maggioranza, il diritto alla vita, vero è unico titolare della Terra, viene sfruttato e separato ed è proprio su questo che si giocano tutti gli equilibri.

Ora, alla luce di questa riflessione, sembrerebbe che non ci sia via di scampo in quanto lo stesso Amodeo non si spiega come proprio coloro i quali rappresentano i paladini della giustizia, della libertà e della verità, nonostante tutti i loro buoni propositi, non riescono a unirsi e piuttosto che collaborare si fanno la guerra per pochi spiccioli, i follower di turno.

Ti ricordo, che in altre occasioni, dissi apertamente che ciò che poteva fare la differenza per unire le persone e creare un unico fronte. Essere tutti uniti nel nome di un ideale più grande tipo ad esempio, l’amore, la giustizia, la verità, la libertà ecc.

Beh, questo vale solo per le persone (anime) salde nel cuore e in equilibrio con se stesse, dal cuore puro che sanno unire i loro talenti e andare oltre i propri egoismi e conformismi e lavorare tutti insieme nel nome di una unica causa, realizzabile se le persone hanno fatto un lavoro specifico, una sorta di “addestramento”, sul proprio equilibrio interiore.

Il popolo attualmente non è disposto a mettersi in gioco se non ha una contropartita economica o “politica” o una Nuova Visone e poco gli importa se alla base c’è la difesa e il rispetto dei valori umani, dei diritti umani.

Alle persone, infatti, se non gli dai da “mangiare”, continuerà sempre a preferire il potente o la lobby di turno e, se non ha una contropartita economica, non si muove affatto e tutti lavorano solo per se stessi.

Basterebbe questo a far comprendere il degrado umano in cui riversa la nostra società. Se non c’è dunque il “collante”, che in questo caso specifico è proprio rappresentato dal denaro, anche i più bravi paladini sono disuniti tra di loro perché è il denaro stesso a separarli.

Un conto è essere uniti perché si ha un interesse economico, un altro è essere uniti nel cuore in nome di una causa. Sino ad ora a “vincere” è stato il denaro, ma questo non vuol dire che sarà sempre così.  

Siamo tutti competitor tra di noi sebbene stiamo tutti andando nella medesima direzione. Dunque assistiamo a milioni di chat, gruppi Facebook, tutti con i loro ottimi propositi, impegnanti a vario titolo nel promuovere la crescita dei follower e delle visualizzazioni, ma a l’atto pratico siamo tutti divisi tra di noi perché è lo stesso “denaro” o paura a separarci. Un effetto boomerang.

Uno dei problemi che determina tutto ciò siamo proprio noi stessi, le nostre paure, i nostri egoismi, i nostri limiti, i nostri interessi, ma anche la mancanza di una visione comune e di una unica strategia.

Ora, la domanda che ti voglio fare è questa.

“Pensa cosa accadrebbe se anche noi avessimo il denaro ma in aggiunta anche il “cuore”? Perché il denaro e il cuore insieme? Come dice Amodeo dobbiamo usare le loro stesse strategie, la nostra forza in più sarebbe tuttavia data dal metterci il cuore, l’anima, il nostro spirito e un più elevato senso di coscienza. Il denaro in questo senso va inteso come “modello economico eticamente sostenibile”.

Fondamentale dunque è partire da noi stessi, lavorando proprio su una futura riunione in cui “poterci contare e conoscere”, perché questo ha un valore inestimabile cominciando dal superare noi le barriere che ci dividono e andare ”oltre”.

Tanto è vero, che per realizzare ciò, bisogna partire con l’essere disposti a mettersi in gioco e unirsi per sviluppare e approfondire tali sinergie. Quella del denaro e di una economia del popolo sostenibile e che rispetti tutti.

Non possiamo del resto pensare di superare il sistema con le “bacchette magiche”, con i bastoni e i forconi. Il cuore è fondamentale per determinare una sostanziale differenza tra noi e loro, poiché si tratta di agire eticamente e nel rispetto dei diritti umani tutti insieme.

È il cuore a dare il coraggio necessario a imprimere la spinta, ma serve il denaro, un modello eticamente sostenibile, per determinare la riprova sociale.

UNA POSSIBILE VISIONE

Partendo dal messaggio di Francesco Amodeo possiamo dire che serve un “collante” che ci tiene uniti e dato che per i “cattivi” (governi, banche, finanza ecc) è il denaro, la stessa cosa, come dice Francesco, deve essere per noi.

Dobbiamo utilizzare i loro stessi strumenti. Con una differenza però.

Che noi non dobbiamo lavorare per il denaro, ovvero non dobbiamo farlo solo per creare la nostra ricchezza personale, il nostro “impero” personale, portare cascina solo al nostro fienile.

Dobbiamo impegnarci ad aiutare anche gli altri a crescere ed essere ricchi e creare una medesima ricchezza meritocratica, etica ed equa senza più speculare sulla nostra vita e sulla vita delle persone.

Altrimenti faremmo il loro stesso gioco.

Per realizzare ciò serve “Essere Uniti nel Cuore” e riunirsi intorno a una tavola come i Cavalieri della Tavola Rotonda, approfondendo le tematiche e le voci contenute, perché di soluzioni ce ne sono tante, anche in termini di “modelli di business” e analisi di impresa e chiamare a raccolta i vari professionisti, le menti migliori, ovviamente quelle indipendenti, ed estrarre tutti gli elementi una volta emersi i quali dare vita a una unica visione e direzione senza lasciare nulla in sospeso.

Questi sono solo alcuni dei presupposti per unirci all’invito di Francesco e chiamare tutti a raccolta chiarendo che al tavolo non ci possono sedere tutti, soprattutto i politici o chi lavora per la politica, ovvero coloro che non hanno nessun interesse ad aiutare il popolo. Molti infatti difendo il loro stipendio perché del resto sono pagati dallo Stato e non dai cittadini.

A questi “tavoli” si possono unire solo i puri di cuori, ovvero coloro che non mettono soldi, potere, fama, successo al primo posto ma che sono, invece, disposti a mettersi in gioco. E questo lo può fare solo chi è incorruttibile.

Ti ricordo, infatti, che nella premessa iniziale, abbiamo parlato di come non riusciamo a essere uniti quanto il potere perché non abbiamo il denaro a fungere da collante, ma anche perché siamo facilmente comprabili.

Serve dunque una formazione ed educazione che miri a dare strumenti e risorse personali, valori, informazioni e conoscenze utili alla crescita umana, etica e spirituale della persona, ma anche una visione e direzione di insieme perché in ballo c’è un intero popolo e, eventualmente, la nascita di un Nuova Nazione formata da cittadini indipendenti, autonomi economicamente e che sappiano operare nel bene e per il bene comune.

Aggiungo inoltre, che l’invito di Francesco, è corretto quando sostiene che bisogna “scegliere le menti migliori, i più carismatici, i più visibili”, ma non sono del tutto convinto a farli entrare nelle istituzioni, nei partiti, nei media, come fanno loro”, perché se non adeguatamente preparati, vedi il caso di Luigi Di Maio, verrebbero “risucchiati” dal sistema.

Quindi sono più per creare, come stiamo facendo ora, un nuovo sistema, un nuovo modello o scoprire quelli che esistono con canali autonomi e indipendenti. Bisogna infatti togliere potere al potere.

Fondamentale è avere un’unica visione, dettata soprattutto dal Cuore, vera sede dell’intelligenza, un unico modello di lavoro che garantisca a tutti equità e meritocrazia, ricchezza e che rispetti al contempo le singole attività (blogger, canali Youtube, ecc).

Dall’altra che ci si unisca nel generare ricchezza tutti insieme smettendo di andarla a chiedere agli altri (a volte sottrarre) quando poi, gli altri, i follower, saremmo sempre noi.

Chiarisco che non si tratta di convincere le persone a fare “business”, ma si tratta di creare ex novo un paese, partendo da un modello economico già collaudato e questo può essere fatto solo quando è il cuore a emergere, lo spirito della persona, l’Anima, perché la persona riesce a vedere oltre l’apparenza. Oltre l’inganno.

Va dunque fatta una azione graduale affinché una persona acquisisca la necessaria consapevolezza delle ragioni alla base, dei perché e dei valori e che “abiti l’idea”, ovvero che cresca la consapevolezza incluso il tempo per metabolizzare e comprendere a livello personale, interiore, aggiungo umano-etico-spirituale, tale eventuale opportunità.

Non si tratta dunque di dire a una persona vieni con me perché ti faccio fare i soldi e arricchisco te e la tua impresa, quando poi la persona rimane la stessa di sempre, ovvero corruttibile e comprabile con una mazzetta, cinquanta euro o un favore.

Qui si tratta di unire il cuore e la mente, il corpo e l’anima, l’amore e il denaro che in questo caso rappresenta solo un mezzo.  

Non sto proponendo nulla di definitivo, ma so che partendo da Francesco e da tutti i blogger, video maker, artisti, giornalisti indipendenti, canali, medici e insegnanti indipendenti, tutto il popolo italiano, possiamo davvero lavorare sulle nostre “ceneri”, come la Fenice, chiamate in realtà “eccellenze” e usarle per il bene di tutti uscendo, in questo modo, dal sistema “stato”, dal sistema bancario e dal sistema speculativo della finanza creando noi stessi una moneta da far circolare.

Questa unione è ben più importante del collante del denaro perché se ci fosse solo il denaro non ci sarebbe comunque il cuore e le persone non farebbero che i loro interessi. Cosa che infatti accade.

Ti rendi conto dell’importanza di questo tema?

Prima dunque dobbiamo imparare a essere uniti nel cuore e solo dopo viene l’unione per creare ricchezza, creare valore e non per fare “soldi” a livello personale. Ecco perché non è per tutti.

Tuttavia, si può essere certi che dal piccolo si passi al grande e, gradualmente, in funzione anche al nostro “virtuoso” esempio, le persone possano prendere fiducia perché vedono persone pure, oneste, leali. Allora, a quel punto, si uniranno e ci sosterranno.

Tutti però, dobbiamo partire prima dal cuore e non più solo dal denaro o meglio usare il denaro e la prospettiva economica in abbinamento al cuore perché vedo ancora troppa gente disposta a sotterrare i diritti umani in cambio di una promessa o di un favore o solo per interesse personale.

Il denaro, in questo caso, va visto come uno strumento da usare e non il fine perché la gente va aiutata a saper creare la propria ricchezza per un bene comune e non solo per indebitarsi al di sora delle proprie capacità nutrendo la finanza.

Ti voglio pertanto lasciare con questa domanda.

Partendo dal presupposto che l’unione si stabilisce anche attraverso i soldi, come riusciamo a fare soldi ma in maniera etica e creare valore anche attraverso la circolazione del denaro mediante una economia più sostenibile, più vera, equa e giusta?

A te le riflessioni.

Daniele Pulciani

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