Il silenzio degli innocenti

No, non è una recensione del noto film con Jodie Foster e Anthony Hopkins ma una storia vera inviataci da una nostra lettrice, che parla di memoria che si sta perdendo.

I nostri nonni sono la nostra memoria, sono i nostri errori, le nostre sconfitte ma anche e sorattutto le nostre vittorie, conquiste. Lezioni di vita che dovremmo avere scolpite nella memoria e che invece si cerca di formattare come se fosse una penna usb…


Vi racconto una storia.

12 Giugno 1944, alla sirena delle 12.30 fuori dalla manifattura Scardassi di Gaglianico diversi camion delle S.S. tedesche, militari con i fucili spianati, operai tutti in fila, perquisizione e relativa requisizione dei beni e poi tutti sui camion, destinazione: una fabbrica riconvertita per produrre proiettili in Germania, un viaggio di alcuni giorni e l’arrivo in una sezione staccata di un campo di concentramento appena fuori Monaco.

In quel gruppo di operai un ragazzino di 16 anni, così rapido nel capire la situazione da riuscire a nascondere per bene fra i vestiti l’orologio d’oro regalatogli dal padre proprio per l’ultimo compleanno.

L’arrivo a destinazione, la sistemazione in camerata, il rancio sostanzialmente a base di zuppa di cipolle e pane secco, le 12/14 ore al giorno in fabbrica a produrre proiettili che magari colpiranno poi proprio un italiano, e mensilmente una visita medica, giusto per essere sicuri che possano reggere il ritmo.

Quel ragazzino pelle e ossa intenerisce una dottoressa che parla un po’ di italiano, vuole rimandarlo a casa al più presto, gli spiega che se ha modo di procurarsi del tabacco e dello zucchero appena prima della prossima visita dovrà masticarne un po’, così gli verrà una specie di tachicardia temporanea e lei potrà dichiararlo inabile al lavoro e compilargli un foglio di via.

Come ti procuri zucchero e tabacco chiuso lì dentro? A malapena si riesce a rubare dal campo vicino qualche patata e qualche barbabietola per allungare la zuppa di cipolle!

Il ragazzino si informa: c’è un prigioniero polacco che per soldi riesce a procurarti di tutto, così in cambio del prezioso orologio d’oro dei 16 anni compra il necessario, e anche un po’ di cioccolata e del pane fresco.

Alla visita successiva è pronto, il tabacco masticato con lo zucchero lo fa stare veramente male, ma la dottoressa è lì, il foglio di via viene compilato, le guardie lo accompagnano fuori dalla recinzione ….

… e poi a piedi, saltando sui treni, chiedendo passaggi sui carri, mangiando quando può, senza sapere la lingua, con una licenza di quinta elementare, senza internet e senza google maps, senza scattarsi nemmeno un selfie, quel ragazzino torna a Gaglianico, quando sua madre lo vede non riesce a crederci, eppure è lì, nel frattempo ha compiuto 17 anni ed entra nella Resistenza.

Quel ragazzino era mio suocero, è morto nel 2018 a 90 anni, vedovo da oltre trent’anni e autosufficiente fino al giorno prima di entrare in ospedale, dal quale non è più uscito vivo a causa delle complicazioni di un’influenza, in un periodo in cui era ancora considerato normale morire di vecchiaia per un uomo della sua età.

Quando ci ripeteva la sua storia ancora piangeva, ricordando quei mesi in cui nulla era certo se non che bisognava rischiare per continuare a vivere.

Ecco perché per i miei figli, i suoi nipoti, non posso accettare un pass per viaggiare in quell’Europa che il loro nonno ha attraversato da solo, non voglio che debbano rispettare un coprifuoco per evitare un’influenza quando il loro nonno lo violava per liberare l’Italia, non voglio che diventino cavie sperimentando un vaccino quando il loro nonno era prigioniero a pochi chilometri da dove gli Uomini erano trattati peggio delle cavie da altri “uomini” che eseguivano solo ordini e che sono stati condannati dal Tribunale di Norimberga per crimini contro l’Umanità in un processo che ha stabilito come il consenso informato debba essere alla base di qualunque trattamento medico.

Ecco perché di questa “pandemia” quello che mi lascia più attonita e delusa è l’assordante silenzio degli innocenti, dei ragazzi rinchiusi in casa, privati della Scuola e costretti a una scuoletta, privati delle uscite, dello sport, dei ritrovi al parco, imbavagliati da un cencio inutile e dannoso, accecati di fronte a uno schermo a ingurgitare nozioni inutili….

Perché da innocenti in così pochi sono scesi in piazza a reclamare i loro spazi, la loro aria, la loro libertà?

E perché, tuttora innocenti, in così tanti sono in fila per un vaccino con la sicurezza che questo li renderà liberi di nuovo?

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Ma sono veramente innocenti?

E se lo sono la colpa di questo scempio allora di chi è?

Di genitori angosciati per una malattia che continua ad avere letalità dello 0% negli under 19?

Di genitori che vogliono proteggere i nonni dal virus e conseguentemente dalla morte, evento peraltro ineluttabile, quando comunque i nonni ….sono già tutti vaccinati e quindi protetti?

Di una scuola in cui il programma di storia continua a chiudersi con la conta dei morti della Seconda Guerra Mondiale e lì si ferma, senza guardare dentro e oltre, senza spingere a chiedersi come sia successo e come potremo evitare che si ripeta, senza parlare di chi da quelle ceneri ha tirato fuori una Carta Costituzionale che va letta come difesa a oltranza dei diritti del singolo?

Di macchiette da tik-tok, personaggi semi-virtuali venduti al miglior offerente, inutili comete che torneranno presto nell’oblio?

Di uno stato costituito da figuri autoproclamatisi paladini della scienza e difensori della nostra salute, quando nessuno li ha votati, nessuno li ha voluti e l’unica cosa che avremmo da chiedere per la nostra salute sono ospedali funzionanti e personale medico libero da pregiudizi, imposizioni e ricatti?

Di “medici” che hanno scordato il Giuramento di Ippocrate e che la medicina scienza non è ma “ars medica” e come tale imperfetta e soggettiva perché non esiste uomo uguale ad altro uomo, malattia uguale ad altra malattia, reazione uguale ad altra reazione?

E quindi se sono veramente innocenti perché dovranno portare sulle proprie spalle il peso di scelte sbagliate, di paure infondate, di giochi politici sporchi e odiosi, di affari lucrosi proposti da Big Pharma?

Perché non si sono ribellati?

Forse perché in fondo colpevoli lo sono.

Per non aver indagato sulle cause delle paure dei loro genitori, per aver accettato una scuola che non stimola più senso critico e curiosità, per aver passato le loro ore libere a lasciarsi incantare da “personaggi” virali, per non aver capito che i “politici” attuali stanno rovinando il loro futuro e che se non si fanno sentire oggi domani sarà troppo tardi, per aver creduto a “medici” corrotti che promettono loro un pass per le vacanze in cambio della somministrazione di un vaccino sperimentale.

Per non aver capito e per non portare rispetto per i sacrifici dei loro nonni.

Gloria


In che modo è stato possibile riuscire a rendere l’intera umanità schiava di un’ideologia folle, occultamente criminale, priva di logica e a rendere entusiasticamente succubi i sudditi che fanno a gara per andarsi a vaccinare?

Vediamo questa iteressante intervista di Alessandro Amori per Playmastermovie:

Immagine di copertina: https://archivio.fototeca-gilardi.com/item/it/1/18236

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