In risposta ai sindacati favorevoli all’obbligo vaccinale – Mille Avvocati per la Costituzione

I Mille Avvocati per la Costituzione intervengono in risposta alle organizzazioni sindacali CGIL, CISL e UIL in merito alla lettera del 1° settembre 2021 inviata al presidente del Consiglio dei Ministri Mario Draghi.

L’associazione Mille Avvocati per la Costituzione apprende dagli organi di stampa il contenuto della nota in epigrafe, con la quale le organizzazioni sindacali in indirizzo avrebbero chiesto al Presidente del Consiglio dei Ministri un confronto prevenivo sulle tematiche relative alle riforme relative a scuola, pensioni, fiscali e pubblica amministrazione.
Nella seconda parte della missiva i rappresentati nazionali di CGIL, CISL e UIL così si sarebbero espressi: “… le ribadiamo il nostro assenso ad un provvedimento che, in applicazione della nostra Carta, il Governo decida di assumere finalizzato a rendere la vaccinazione obbligatoria quale trattamento sanitario per tutti i cittadini del nostro Paese”.


In relazione a quanto sopra, doverosamente e preliminarmente chiediamo alle SS.LL.:
A) se la nota in oggetto sia un atto effettivamente emesso dalle rappresentanze sindacali confederate apparentemente firmatarie e se, in caso positivo, si conferma il contenuto della stessa;
B) qualora si confermasse l’autenticità della nota in oggetto, si domanda a quale titolo le SS.LL. potrebbero esprimere l’assenso del lavoratore rappresentato a sottoporsi a vaccinazione o favorire l’ingresso di un obbligo che incide su diritti personalissimi e non “sindacalizzabili”;
C) se gli stessi Sindacati, prima di inoltrare tale nota, abbiano preventivamente consultato i lavoratori e la base che pretendono di rappresentare, proprio su questioni che incidono sulla sfera personale e sanitaria di ciascuno;
D) se la “Carta” cui si riferiscono i rappresentati sindacali è la stessa Costituzione che, invece, vieta i trattamenti sanitari obbligatori generalizzati ed indifferenziati, specie se in contrasto con i principi di diritto naturale e con la salvaguardia della salute individuale del lavoratore;
E) se esiste il potere dei Sindacati di decidere non solo sulle cure da somministrarsi ai lavoratori rappresentati ma addirittura di tutti i cittadini, atteso il riconoscimento da parte delle Autorità Sanitarie, nazionali ed internazionali, che i soggetti vaccinati non sono immuni dal contagio e che possono essere contagiati al pari di un non vaccinato;
F) se la scelta di assumere un siero in fase di sperimentazione riguardi ancora la sfera dei diritti del singolo e non invece, come scarsamente argomentato dai sindacati confederati, un aspetto della sicurezza sul lavoro che non sembra tenere in considerazione il principio “del minor sacrificio possibile”.
Consapevoli che altrettanto inesistenti saranno le repliche, porgiamo ugualmente
Distinti saluti.

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