Ipotesi di “Sequestro di persona” per il DL30/2021

Mi sono imbattuto nel video dell’avvocato palermitano Roberto De Petro, l’ho messo in background mentre lavoravo e lo sentivo distrattamente, poi ho capito che, dietro la cattolicissima educazione, che purtroppo non mi riguarda, c’era l’affilatissima e confortante spada dell’arcangelo Michele.

Ho ritenuto il suo messaggio assai efficace, un modo pacato, chiaro e fermo di evidenziare la distruzione assoluta dello stato di diritto e della civiltà che finora abbiamo costruito. Nella sua voce vibra forte una volontà pugnace, un sano desiderio di restaurazione della virtù democratica, e non solo.

Ho messo quindi ― “quindi” è un intercalare che lui usa spesso ― a lavorare “la macchina” che ha “sbobinato” il suo discorso da “libro stampato”, una piccolissima revisione ed eccolo qua.

Sono l’avvocato De Petro, “laudetur Jesus Christus, semper laudetur“.

Oggi parliamo del decreto legge 30 del 2021, il mio intervento è ispirato agli studi della collega Costanza Settesoldi della Toscana, che ringrazio sentitamente, la quale ha fatto uno studio molto approfondito sul decreto legge che vi ho accennato, di cui ti ho accennato il 30/2021 sotto l’aspetto amministrativo io tratterò gli eventuali risvolti penali.

Intanto facciamo un riassunto di quello che è successo nei giorni scorsi, abbiamo visto che il Presidente del Consiglio Draghi ha emanato il 02/03/2021 un DPCM limitativo della Libertà personali degli italiani.

Successivamente la nostra attenzione è stata attirata, e direi monopolizzata, dalla bella sentenza 54/2021 del tribunale di Reggio Emilia, la quale ha sancito che i DPCM, relativamente un caso particolare si intende, a un caso concreto, che i DPCM sono illegittimi poiché non possono limitare la libertà personale. Per inciso, ha anche detto che un decreto legge non potrebbe comunque limitare la libertà personale, perché questa è garantita, ai sensi dell’articolo 13 della Costituzione, da riserva di legge e di giurisdizione, quindi non vi può essere mai una legge, non può darsi mai un decreto legge, il quale limiti alla libertà personale di una categoria, di una classe, di una collettività indistinta di persone.

Per far questo occorre sempre un provvedimento dell’autorità giudiziaria motivato, previo giusto processo nel quale sia stato possibile esercitare il diritto alla Difesa.

Il 13/03/2021 è stato emanato dal governo attualmente in carica un decreto legge, il cui articolo uno è rubricato “Ulteriori misure per contenere e contrastare l’emergenza epidemiologica da COVID-19“.

Ora, perché ci interessa la rubrica dell’articolo perché ci dà la “ratio“.

Che cosa è la “ratio“? La “ratio” è lo spirito cui la legge si ispira e quindi alla luce di questa ratio tutte le norme devono essere interpretate, e sono norme che non si rivolgono solo agli avvocati, ma si rivolgono a tutti i cittadini, anche a quella che al nord viene definita “la casalinga di Voghera” e al sud invece viene definito il “quisque de populo“, viene definito “lo zio Pino” che con la carrettella va a vendere frutta e verdura a Ballarò, che un mercato storico di Palermo.

Quindi è rivolta a tutti, non si può dire che c’è ignoranza della legge perché pubblicata nella Gazzetta Ufficiale, benissimo.

Allora andiamo all’analisi delle dell’articolo 1 comma 4, che parla della “zona arancione” e vediamo che dice dal 15 marzo al 2 aprile 2021, e nella giornata del 6 aprile 2021 ― facciamo un piccolo inciso quindi un decreto legge emanato il 13/03 già sa che nella giornata del 6 aprile accadrà qualche cosa quindi è un decreto legge che evidentemente è stato redatto da dei politici che sono anche dei Profeti ― quindi nella giornata del 6 aprile nelle regioni e province autonome di Trento Bolzano, nelle quali si applicano le misure stabilite per la zona arancione, che cosa succede, che cosa dice questo decreto legge?

È consentito in ambito comunale lo spostamento verso una sola abitazione privata una volta al giorno in un arco temporale compreso fra le 05 e le ore 22 nei limiti di due persone ulteriori rispetto a quelle conviventi“.

Quindi il “quisque de populo” legge e dice che, in base a misure per contenere l’emergenza sanitaria nella zona arancione, si può uscire in un arco temporale tra le 05 e le 22, nei limiti delle due persone, verso una sola abitazione privata.

Benissimo Poi il l’articolo continua e dice “lo spostamento di cui al presente comma non è consentito nei territori nei quali si applicano le misure stabilite per la zona rossa“, quindi nella zona rossa non è possibile uscire neppure una volta al giorno.

Cioè, attenendosi alla alla lingua italiana, in italiano questo c’è scritto, e in base anche alla “ratio“, che sono misure di emergenza, quindi nella zona rossa non è consentito neanche lo spostamento di cui al primo comma, di cui, al presente comma, non è consentito. Rileggiamo, la disposizione e lo spostamento verso una sola abitazione privata, una sola volta al giorno, in un arco temporale tra le 05 e le 22, nei limiti di due persone ulteriori rispetto a quelle conviventi, quindi nella zona rossa praticamente non è possibile uscire di casa.

Ma io ricordo che quando ero all’università, quindi quando ero giovane, tanti anni fa, a lezione di diritto penale dicevano che, quando a uno viene impedito di uscire di casa non è una cosa tanto normale, e potrebbe perfino costituire un reato.

Ora, che sono passati tanti anni, quindi non me lo ricordo più, facciamoci aiutare col codice penale commentato.

E allora, articolo 605, sezione seconda dei delitti contro la libertà personalesequestro di persona: “chiunque priva taluno della libertà personale è punito con la reclusione da 6 mesi a 8 anni“.

Andiamo a vedere che cosa dice anche la giurisprudenza, quale è il bene giuridico tutelato, il bene giuridico tutelato dall’articolo 605 del Codice Penale e la libertà personale. Tale bene viene leso da qualsiasi limitazione della “libertà fisica intesa come possibilità di movimento“.

Ora io immagino che se uno non può uscire dalla propria abitazione si ha una limitazione della libertà di movimento, però approfondiamo ulteriormente. Elemento oggettivo: “l’elemento materiale del delitto di sequestro di persona consiste nella limitazione della libertà fisica della persona, cioè nella privazione della Libertà personale intesa come libertà di muoversi nello spazio, libertà di locomozione che si protragga per un tempo giuridicamente apprezzabile“.

E allora, se io per un periodo di tempo non posso uscire dalla mia abitazione, oppure non posso uscire delle ore, cioè dalle 22 fino alle 05 del giorno successivo, mi sembra che questa sia una limitazione apprezzabile ― e come no! ― della libertà di movimento, ma andiamo avanti, andiamo avanti.

Allora si potrebbe obiettare dicendo che vabbè non è che vengono a casa a metterci le catene, quindi tutto sommato siamo liberi di uscire, e vediamo che cosa dice la giurisprudenza.

Nel delitto di sequestro di persona la costrizione non deve necessariamente estrinsecarsi i mezzi fisici adoperati contro la volontà della persona offesa, ben potendo manifestarsi nella forma della violenza morale

In particolare la Cassazione prende in considerazione il caso in cui a delle persone una maga aveva impedito di uscire e li aveva sottoposti a dei riti strani di superstizione, quindi non aveva messo loro delle catene, si trattava di una violenza morale.

Andiamo avanti “ai fini della sussistenza ed evito il sequestro di persona, il mezzo adoperato per privare la vittima della libertà personale può consistere anche in minacce” ― quindi non necessariamente catene, costrizione fisica ― “minacce atte a creare una persistente situazione di annullamento della volontà di autodeterminarsi nella scelta del luogo ove restare o andare“, ma una sanzione di centinaia di euro, da 400 fino a €3000, se non sbaglio il massimo è tremila, non è una minaccia è capace di incidere sulla volontà di autodeterminarsi?

C’è gente che 400 euro ― che è il minimo edittale della sanzione ― li guadagna in mezzo mese, mentre c’è anche gente che 400 euro li guadagna in un mese e quindi non può permettersi di uscire e pagare una sanzione di 400 euro, quindi questa è una minaccia alla volontà di autodeterminarsi nella scelta del luogo dove restare o dove andare, ma andiamo avanti perché l’orientamento giurisprudenziale sulla forma della minaccia, che non deve essere sulla forma di coazione, di costrizione che non deve essere neanche nel non necessariamente fisica è confermato.

Ecco “non occorre una coercizione fisica impeditiva della Libertà di movimento” ― come può essere un carceriere o una catena ― “ma può bastare una coazione morale dovuta a serie minacce” e la minaccia di una sanzione da 400 a 3000 euro è molto seria!

Anche perché normalmente si esce fuori dalla propria abitazione con l’automobile e l’automobile costituisce un’aggravante, un mio cliente mi ha portato un verbale di 533 euro, francamente pagare un’uscita €533 se lo può permettere un non lo so, un Rotschild, un Bill Gates, uno questi benefattori, no? Questi benefattori se lo possono permettere ma non certo i cittadini italiani.

Andiamo avanti “la privazione della libertà personale, di cui all’articolo 605, può essere attuata con minaccia esplicita e implicita purché seria“, ecco, minaccia implicita, quando io vedo le volanti girare sotto casa e quindi non posso uscire perché se esco mi prendo la sanzione, quella è probabilmente una minaccia implicita, quando io so che ci sono dei posti di blocco per la strada, quella è una minaccia implicita, perché non mi fa uscire sereno fuori di casa e quindi incide sulla mia libera autodeterminazione in merito a dove andare e a dove restare. E poi c’è anche una sentenza dedicata alle forze dell’ordine, “l’esercizio dei poteri da parte delle forze di polizia invasivi della libertà personale al di fuori dell’ambito di applicazione dell’articolo 13 della Costituzione e astrattamente inquadrabile nel reato di sequestro di persona“.

Quindi la giurisprudenza sta dicendo che se un poliziotto, se le forze dell’ordine, impediscono alle persone di muoversi, quindi se commettono degli atti di coazione, diretti o indiretti, della libertà personale in merito all’autodeterminazione sul luogo in cui andare o restare, questa loro condotta è astrattamente inquadrabile nel reato di sequestro di persona.

È la prima volta che nella storia della Repubblica si sente dire che una norma, un decreto legge, è suscettibile di integrare un reato così grave.

E allora noi ci vediamo, noi cittadini comuni dotati di buon senso, che abbiamo la testa non solo per metterci sopra il cappello, ci domandiamo ma l’OUA, cioè l’organismo unitario dell’avvocatura italiana, ha qualche cosa da dire? Se ha qualche cosa da dire si alzi in piedi e la dica! Il Consiglio Superiore della Magistratura oppure l’Associazione Nazionale Magistrati, cui aderisce il 90% dei magistrati italiani, hanno qualche cosa da dire? Perché, se hanno qualcosa da dire, si alzino in piedi e la dicano! Le forze dell’ordine hanno qualche cosa da dire? Se hanno qualche cosa da dire si alzano in piedi e la dicano!

Badate che il compito delle forze di polizia, dei carabinieri, dell’esercito, della Guardia di Finanza non consiste nella cieca esecuzione di ordini, anche criminosi, ma nella fedeltà alla Costituzione e alle leggi su cui giurano prima di iniziare a prestare servizio. Esse dunque hanno l’obbligo di comportarsi come baluardo di legalità perfino nei confronti degli eventuali abusi dell’esecutivo, e quindi, se ricevono un ordine manifestamente criminoso, non solo devono disobbedire ma sono obbligate a trasmetterlo alla magistratura come notizie di reato, ai sensi dell’articolo 331 del codice di procedura penale che così recita:

I pubblici ufficiali che nell’esercizio, a causa delle loro funzioni o del loro servizio, hanno notizia di un reato perseguibile d’ufficio, devono farne denuncia per iscritto“.

Non lo dico io, lo abbiamo visto nella sentenza, se la polizia esercita dei poteri al di là di ciò che è previsto dall’articolo 13 della Costituzione, coartando la libertà dei cittadini, questa condotta è astrattamente inquadrabile nel reato di sequestro di persona, è Cassazione, non è uno che sta passando.

E quindi, noi cittadini, leggendo la norma, riteniamo che questa norma sia strana. Riteniamo perché noi facciamo delle ipotesi poi è la magistratura che deve formulare i capi di imputazione, noi non capiamo bene, ci sembra che Integri una fattispecie di reato ma non lo sappiamo con certezza, e allora che facciamo? Una persona che è incerta che cosa fa? Chiedere a chi ne sa di più. E come lo fa? In maniera civile e democratica, cioè esercita il diritto previsto dall’articolo 120 del Codice Penale diritto di querela.

Quindi informiamo l’autorità giudiziaria che si è verificato un fatto, cioè la inclusione nel decreto legge di norme suscettibili di integrare il reato di cui all’articolo 605 Codice Penale “sequestro di persona“, forse, dico forse hanno sbagliato. Può darsi che le abbiamo inserite a loro insaputa, come quello che si è comprato la casa al Colosseo a sua insaputa, tutto è possibile noi non lo sappiamo, formuliamo delle ipotesi.

E quindi chiediamo alla magistratura di indagare, e quello è compito della Magistratura.

Io penso che ci saranno molti cittadini che vorranno sottoporre i loro dubbi alla magistratura perché non si è mai sentito dire che uno se esce di casa prende una multa da 400 a 3000 euro, e quindi da questa situazione vi dico chiaramente il mio pensiero, poi ognuno creda quello che vuole, da questa situazione noi non usciremo con soluzioni che calano dall’alto, tipo “deus-ex-machina“, ne usciremo invece attraverso tante sentenze, formulate da tanti giudici, scritte da tanti giudici.

Per esserci tante sentenze ci devono essere tanti procedimenti, per esserci tanti procedimenti, come dicevo la scorsa volta, ci devono essere tante querele, tanti ricorsi, tanti atti di impugnazione, tante richieste di risarcimento danno e così ognuno deve fare la sua parte.

I cittadini devono fare la loro parte, noi avvocati dobbiamo fare la nostra parte venendo incontro in tutti i sensi ai cittadini, i magistrati devono fare la loro parte, le forze di polizia devono fare la loro parte, quindi, se per caso ricevono un ordine illegittimo, non devono eseguirlo ma devono trasmettere alla magistratura, perché se lo eseguono commettono un reato, e poi vengono anche querelati, e mi risulta che molte forse dell’ordine, molti agenti verbalizzanti siano stati querelati, sia a Palermo che fuori Palermo.

Ora non vale dire “ah, ma noi tanto non ci possiamo fare niente”, quindi questo atteggiamento disfattista porta Innanzitutto alla depressione e poi non è un atteggiamento serio, non è un atteggiamento neanche cristiano, perché il Concilio di Trento riprendendo le parole di Sant’Agostino, che adesso vi traduco dice:

Deus impossibilia non iubet, sed iubendo monet
et facere quod possis et petere quod non possis, et adiuvat ut possis

Quindi, che vuol dire: “Dio non comanda cosa impossibile, ma ci comanda di fare quello che possiamo, chiedere quello che non possiamo, e ci aiuta ad ottenerlo”.

Quindi il presupposto è che noi facciamo quello che possiamo fare, cosa possiamo fare? Comportarci civilmente informando la magistratura che ci sono dei fatti suscettibili apprezzamento penale, fare azioni di impugnazione, chiedere il risarcimento del danno e così via.

Poi basta, non è più affare nostro, il risultato, quello lo lasciamo nelle mani di Dio, ma io con queste povere considerazioni vi ringrazio della attenzione e continuo ad augurarvi una santa e buona Pasqua e Pasquetta, di convivialità, di condivisione e di libertà nel rispetto dell’articolo 13 della Costituzione “laudetur Jesus Christus semper laudetur“.

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