Italia, il Bel Paese dell’allarmismo

Ahi serva Italia, di dolore ostello, 
nave sanza nocchiere in gran tempesta, 
non donna di province, ma bordello
!”

Così il sommo Dante, nel canto VI del Purgatorio, rivolgeva la sua invettiva contro il paese natio, riferendosi alla situazione di instabilità politica e di anarchia. Ed è così che oggi pare la situazione in Italia: governo instabile, stato di emergenza senza fine, economia al tracollo.

Ad un anno dallo scoppio dell’epidemia di Sars-CoV19, i messaggi che il governo fa passare ai cittadini sono ancora pieni di allarmismi, paura, incertezza. Fedele alleato è il Comitato Tecnico Scientifico (CTS), che come un’entità divina detta le linee e le imposizioni da attuare: oramai le loro sentenze riguardano solo restrizioni, zone colorate, chiusure, misure di prevenzione.

Chi ancora segue telegiornali, programmi televisivi e legge i principali quotidiani viene continuamente sommerso da comunicazioni negative, che preannunciano nuove chiusure e zone arancione o rosse per limitare la diffusione delle nuove varianti del virus. Ma già dallo scorso anno si parlava di tali varianti, poiché è risaputo che i virus mutano in continuazione: è quindi necessario ora terrorizzare ulteriormente la popolazione? Quali obiettivi vi sono in realtà dietro a questo allarme senza fine?

OMS: contagi in calo. Ma l’Italia persevera con l’allarme

L’OMS ha avvisato che in contagi sono in calo in tutto il mondo, ma in Italia pare che tale messaggio non sia stato recepito.

Il direttore generale, Tedros Adhanom Ghebreyesus, ha infatti annunciato che i casi di contagio si sono addirittura dimezzati da inizio anno, passando dagli oltre cinque milioni di gennaio ai 2,6 milioni di febbraio. Sono quindi oltre 5 settimane di curva discendente e la tendenza pare proseguire in quella direzione.

Come si può vedere nel grafico del sito web ourworldindata.org, i casi stanno scendendo rapidamente nella maggior parte dei paesi, anche se in periodi differenti. In Spagna ad esempio i casi stanno calando nell’ultima settimana, mentre in UK e Stati Uniti il calo è iniziato già a gennaio.

E in Italia? Ecco il grafico che la mette a confronto con gli USA.

Nel nostro paese i casi hanno cominciato a salire lo scorso settembre, ma dal 20 novembre è iniziata la graduale discesa, molto prima di altri paesi.

Ma ciò che si continua a leggere sui quotidiani e bollettini giornalieri va contro questa realtà: si punta molto su numero di contagi, morti e situazioni ospedaliere, senza evidenziare invece il forte calo di contagiati, i guariti e il numero di persone che si cura al proprio domicilio (più del 90%).

In Francia il governo “zittisce” i virologi: basta allarmismo. In Italia invece vogliono il lockdown.

All’estero intanto si sta delineando una nuova linea di comunicazione, imperniata su messaggi neutri o comunque non allarmistici.

In Francia, ad esempio, sono sempre più rare le apparizioni di virologi od esperti del CTS d’Oltralpe nelle trasmissioni: pare che sia stato lo stesso Macron a decidere per una linea improntata su comunicazioni meno terroristiche alla popolazione, forse anche a causa delle proteste di fine gennaio.

Infatti, proprio a gennaio si preventivava un nuovo lockdown, ma Macron ha deciso di fare marcia indietro: ruolo fondamentale hanno avuto sondaggi contrari, l’impatto sull’economia e il timore di nuove proteste in piazza. Oltretutto il numero di contagi e decessi erano in discesa libera da novembre e non si poteva giustificare una chiusura.

In Italia invece le nuove star del piccolo schermo e delle testate giornalistiche sono proprio i virologi: presenti ovunque e comunque, intervengono con le loro previsioni apocalittiche e con affermazioni allarmanti. Eclatanti le ultime dichiarazioni dell’infettivologo Massimo Galli, che durante il suo intervento alla trasmissione Mattino 5 aveva affermato che il suo reparto “è invaso da pazienti con nuove varianti“, giustificando così la necessità di un nuovo lockdown.

Tale dichiarazione ha ovviamente suscitato panico negli ascoltatori. Ma a sorpresa l’Ospedale Sacco ha fatto uscire una pronta smentita.

Nella nota divulgata si può leggere: “Il laboratorio avrebbe finora identificato esclusivamente la variante inglese e che nessun sequenziamento avrebbe invece fatto emergere la presenza della variante brasiliana e delle variante sudafricana del coronavirus. I dati raccolti dal Sacco dal 31 dicembre al 4 febbraio, ben prima della situazione descritta da Galli, riguarderebbero solo 6 pazienti positivi alla variante inglese su 50 casi sottoposti all’esame genetico“.

Il dottor Galli però non ci sta e dal suo profilo Twitter afferma che dei suoi dati è certo. La querelle quindi prosegue.

Il tweet del Dottor Galli in risposta alle dichiarazione del suo Ospedale

Dall’America buone notizie: fra poco l’epidemia sarà superata

Buone notizie arrivano dagli States: il 18 febbraio il Wall Street Journal ha pubblicato un articolo del dottor Marty Makary, professore alla Johns Hopkins School of Medicine e alla Bloomberg School of Public Health.

L’articolo inizia proprio con il crollo dei contagi: “I casi sono scesi del 77% nelle ultime sei settimane. Se un farmaco riducesse i casi del 77%, lo chiameremmo una pillola miracolosa. Perché il numero di casi sta crollando molto più velocemente di quanto previsto dagli esperti?

Il dottore evidenzia l’importanza dell’immunità naturale: “Nelle mie conversazioni con i medici esperti, ho notato che troppo spesso liquidano l’immunità naturale, sostenendo che non abbiamo dati. I dati certamente non si adattano al classico modello di studio randomizzato-controllato dell’establishment medico della vecchia guardia. Non c’è un gruppo di controllo. Ma i dati osservazionali sono convincenti. Ho ragione di pensare che il paese stia correndo verso un livello di infezione estremamente basso. Poiché più persone sono state infettate, la maggior parte delle quali ha sintomi lievi o assenti, ci sono meno americani rimasti da infettare“.

Punto fondamentale è poi quello delle cellule T: “Gli studi sugli anticorpi quasi certamente sottostimano l’immunità naturale. Il test degli anticorpi non cattura le cellule T specifiche dell’antigene, che sviluppano una “memoria” una volta attivate dal virus. I sopravvissuti dell’influenza spagnola del 1918 sono stati trovati nel 2008, cioè 90 anni più tardi, con presenti cellule di memoria ancora in grado di produrre anticorpi neutralizzanti“.

Per tutti questi fattori, secondo il dottor Makary, si avvicina il giorno in cui l’epidemia arriverà al capolinea: “Alla traiettoria attuale, mi aspetto che Covid sia quasi del tutto scomparso entro aprile, permettendo agli americani di riprendere la vita normale. Il costante e rapido declino dei casi giornalieri dall’8 gennaio può essere spiegato solo con l’immunità naturale. Il comportamento non è migliorato improvvisamente durante le vacanze; gli americani hanno viaggiato di più a Natale che da marzo. Anche i vaccini non spiegano il brusco calo di gennaio. I tassi di vaccinazione erano bassi e ci vogliono settimane per fare effetto. La mia previsione che il Covid-19 sarà in gran parte sparito entro aprile è basata su dati di laboratorio, dati matematici, letteratura pubblicata e conversazioni con esperti“.

C’è bisogno di ottimismo e serenità per ripartire, non di allarmismo

Alla luce dei dati e delle rassicuranti previsioni del dottor Makary, è giunto il momento di superare i messaggi allarmistici e dare ai cittadini italiani le buone notizie. Non si può continuare a prospettare lockdown, che risulterebbero ingiustificati visti i contagi in continuo calo.

“La paura sconfigge più persone che ogni altra cosa al mondo.”

Ralph Waldo Emerson

È ora di dare meno spazio in Tv ai virologi e puntare sui dati rassicuranti che stanno arrivando. Non si può pensare ancora di colorare intere regioni di arancione o rosso, quando in molte province i contagi sono irrisori. La variante preoccupa? Si chiudano esclusivamente le zone dove si evidenziano numeri elevati: alla fine lo scopo è non intasare i reparti ospedalieri delle zone colpite.

C’è bisogno di ottimismo, serenità, fiducia per ripartire e ricostruire un paese che ha trascorso un anno terribile. Dal nuovo governo ci attendiamo questo: meno allarmismo e il coraggio di rassicurare gli italiani in modo concreto.

Fonti

https://www.wsj.com/articles/well-have-herd-immunity-by-april-11613669731

https://www.ansa.it/sito/notizie/topnews/2021/02/16/covid-oms-contagi-dimezzati-nel-mondo-da-inizio-anno_6ecdb155-bb88-490e-9cd3-befe87d32e25.html

https://www.ilparagone.it/esteri/francia-basta-virologi-tv/?fbclid=IwAR2IlW94Lhlw3UD_pLqFdAhg952gjaYgWqSqg21qIthSgih_EtzhiaKQ778

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