La Consulta è caduta

Il “dottor Sottile“, quello che la stampa nostrana incensava perché diceva fosse fra i pochi che sapesse come stare nei consessi internazionali parlando la loro lingua, una lingua biforcuta, come quella che parlava anche Draghi e Monti e tanti altri.

Era la stagione in cui la vecchia classe dirigente, se ingestibile come Andreotti o ancora peggio Craxi, andava smantellata con ogni mezzo, lecito e non, per lasciare spazio alla predazione. Dovevamo passare dallo status di alleato a quello di “colonia“, il muro era andato giù, tanto valeva cominciare il nuovo sacco di Roma, magari affidandoci a illustri quisling.

Si organizzò allora una magnifica gita in barca, una barca maestosa, lo yacht Britannia, ormeggiato a Civitavecchia il 2 giugno del 1992, aprì il convegno proprio il nostro attuale Presidente del Consiglio…

Fra gli ospiti (italiani) che trattarono la futura predazione, l’Anschluss del nostro paese, erano presenti: il presidente di Bankitalia Azeglio Ciampi e Beniamino Andreatta (quelli del funesto “divorzio” tra Bankitalia e Tesoro nei primi anni ‘ 80), Luigi SpaventaGiovanni BazoliGiulio TremontiMario BaldassariMario MontiEmma Bonino, i vertici di EniIriComitIna e il suo presidente Lorenzo Pallesi, le aziende di Stato e le partecipateRomano ProdiGianfranco MiglioMassimo D’Alema e i quadri dirigenti di quell’area politica, Giuliano Amato, vari esponenti della famiglia Agnelli, il direttore generale della ConfindustriaInnocenzo Cipolletta, decine di manager ed economisti internazionali, invitati dalla Regina Elisabetta in persona e, dulcis in fundo il direttore generale del Tesoro Mario Draghi.

Si dice, e anche a buona ragione, che fosse presente anche Beppe Grillo, pur restando materia parzialmente controversa e non attinente al tema presente…

Giovanni Falcone fu ucciso appena una decina di giorni prima, a Capaci il 23 maggio 1992, Paolo Borsellino sarà vittima di un attentato a Palermo un mese e mezzo dopo, il 19 luglio 1992, eventi entrambi devastanti tanto per la modalità quanto per il significato. Si aprì una stagione apparentemente oscura di attentati, azioni giudiziarie ed economiche che portò a un enorme cambiamento.

Il 28 giugno 1992 nasce il primo governo guidato da Giuliano Amato, alla fine del 1992 L’agenzia stampa EIR (Executive Intelligence Review) denuncia l’operazione “Britannia” provocando una serie di interpellanze parlamentari e discussioni politiche che misero in discussione l’intero processo di privatizzazione, il comunicato fu diffuso in maniera robusta da Bettino Craxi ― che aveva più che ben compreso il disegno.

L’agenzia di rating Moody’s , che per puro caso aveva appena aperto un ufficio in Italia, annunciò come un fulmine a ciel sereno che avrebbe retrocesso l’Italia in “serie C” riguardo la nostra credibilità finanziaria, eppure il nostro debito era stabile da anni, l’economia solida, non presentavamo alcun rischio di default. L’agenzia sostenne che il nuovo governo non forniva garanzie sufficienti su un programma di importanti tagli alla spesa pubblica.

Il governo dell’attuale Presidente della Corte Costituzionale fu costretto ad alzare i tassi d’interesse sui titoli, per renderli nuovamente appetibili agli acquirenti, e cominciò una vera e propria guerra finanziaria contro la valuta italiana: Goldman Sachs e la S.G. Warburg di Londra si avventarono sulla lira, come pure George Soros.

Grazie alla svalutazione della lira le finanziarie di Wall Street ebbero un enorme vantaggio, l’acquisto delle imprese da privatizzare in valuta estera ― in dollari USA ― costò il 30% in meno.

Giuliano Amato, al potere da pochi mesi, prese una decisione senza precedenti, applicare un prelievo forzoso sui conti correnti italiani, in effetti una patrimoniale sui conti correnti pari al sei per mille dei depositi. Fummo comunque costretti ad abbandonare lo SME e cominciarono, stranamente senza alcuna opposizione, tagli e privatizzazioni per “ridurre il deficit“.

Intanto Romano Prodi (senior adviser di Goldman Sachs) si sperticava per privatizzare tutto: Banca CommercialeCredito italianoBanca di Romail San Paolo di Torinoil Monte dei Paschi di Siena e l’Ina.

Il Presidente della Corte Costituzionale era un socialista ma, a differenza di chiunque altro, “poteva non sapere” cosa succedesse nelle alte sfere di quel partito ― come in quelle di ogni altro partito italiano.

Oggi quest’uomo apparentemente mite, educato e dai modi affabili, è il nuovo Presidente della Corte Costituzionale, avendo purtroppo frequentato per motivi personali le aule giudiziarie nutro scarsissima fiducia della magistratura, soprattutto oggi, un potere pedissequo e pro-ciclico rispetto all’esecutivo e, se alle alte sfere abbiamo gente come questa, ne ho ancor meno.

Immagine di copertina da YouTube

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