L’art. 403 del Codice civile faciliterà la sottrazione dei figli ai genitori?

Il periodo delle feste natalizie porta sempre nuovi “regali” per mano del “nostri” governanti. Ricordo che Il 28 dicembre 2018 il Consiglio Europeo esprimeva il parere favorevole per «la fattibilità dello sviluppo di una tessera/un passaporto delle vaccinazioni comune per i cittadini dell’UE […] compatibile con i sistemi informativi elettronici sulla vaccinazione» (fonte: Eur-Lex punto 16 e seguenti).

Quest’anno la viglia di Natale troveremo un altro bel regalo: la modifica dell art. 403 del Codice civile ad opera del “nostro” governo italiano. Nello specifico, trattasi di quanto segue:

Il vecchio art. 403 del c.c. “Intervento della pubblica autorità a favore dei minori”
«Quando il minore è moralmente o materialmente abbandonato o è allevato in locali insalubri o pericolosi, oppure da persone per negligenza, immoralità, ignoranza o per altri motivi incapaci di provvedere all’educazione di lui, la pubblica autorità, a mezzo degli organi di protezione dell’infanzia, lo colloca in luogo sicuro, sino a quando si possa provvedere in modo definitivo alla sua protezione.»

E’ modificato come segue:
«Quando il minore è moralmente o materialmente abbandonato o si trova esposto, nell’ambiente familiare, a grave pregiudizio e pericolo per la sua incolumità psicofisica e vi è dunque emergenza di provvedere la pubblica autorità1, a mezzo degli organi di protezione dell’infanzia, lo colloca in luogo sicuro, sino a quando si possa provvedere in modo definitivo alla sua protezione.»

fonte: Art.1 Punto 27 c. a) della LEGGE 26 novembre 2021, n. 206 (Entrata in vigore del provvedimento: 24/12/2021)

In questo periodo storico, dove i governi della pandemia hanno smesso di governare per comandare, riducendosi a meri organi esecutori materiali di desiderata palesemente sovranazionali, le leggi sembrano servire sempre più al consolidamento di un’impianto normativo teso a favorire e garantire un controllo sempre più totalitario delle persone, delle loro menti più che altro, a livello psicologico, sub-cosciente oserei dire.

Tale atto ha destato grosse preoccupazioni tra quei genitori che si trovano in tutte quelle situazioni che li vedono in disaccordo sulle scelte principalmente educative e sanitarie dei propri figli.
Il rischio non affatto remoto potrebbe essere quello di vedersi un ordine di allontanamento dei figli dai genitori a causa di una non meglio precisata «emergenza» (parola, diciamo così, orami abbondantemente inflazionata, nda) che potrebbe andare, senza fare troppi voli di fantasia, dal mancato sport fisico per i figli che amano trascorrere ore davanti a un videogame, ai genitori accaniti fumatori che mettono in serio pericolo la salute del figlio, oppure ancora e dato i momento che viviamo, a quei genitori che decidono per qualunque motivo, opinabile o meno, di ritenere non necessaria la vaccinazione per i propri figli.

Attualmente il sistema dell’affidamento dei minori «parte, molto spesso, da una segnalazione degli insegnanti, dei medici oppure degli stessi Servizi Sociali; questi ultimi fanno delle relazioni al Giudice minorile che, nell’emergenza, senza possibilità di contraddittorio e di verifica effettiva di quanto affermato dagli operatori, colloca in via d’urgenza i bambini, presunti abusati, fuori dalla famiglia di origine, con cui ogni legame viene improvvisamente troncato (i genitori possono incontrare i figli una/due ore al mese e in alcuni casi mai).» (Fonte: LaRepubblica)

Medici e insegnanti…

Ora, in merito alla modifica dell’art. 403 c.c., le analisi più concilianti e rassicuranti fanno notare che ci sarebbero delle migliorie per quanto riguarda una partecipazione più attiva e tempestiva dei pubblici ministeri e dei tribunali mentre ad oggi i servizi sociali hanno più libertà di movimento nel prendere ed attuare certe decisioni, anche quando un tempestivo provvedimento del giudice non è possibile.

Altre critiche più allarmistiche denunciano invece un provvedimento dal sapore assolutamente nazista in quanto rende estremamente veloce la tempistica di attuazione del provvedimento preso poi dal giudice.

Personalmente e fino a qualche tempo fa, non mi sarei mai sognato di mettermi a leggere un testo normativo se non fosse strettamente necessario.
Lo faccio già per lavoro e farlo anche nel tempo libero mi sembra eccessivo. In fondo sono stato sempre un fedele osservatore del detto napoletano “tant’ ce sta chi ce penza“, come molti di noi immagino.

Ebbene ormai da almeno da 4 anni a questa parte ho imparato che questo atteggiamento deresponsabilizzante è una delle cause, se non la prima, che ci ha portati alla situazione che stiamo vivendo.

Ho deciso quindi di vederci un pò più chiaro e scopro che la questione della modifica dell’art. 403 del Codice civile non è cosa di oggi. Già nel febbraio 2017 si presentava una proposta di legge che ne modificasse il contenuto, come di seguito illustrato:

Oggi ci siamo, anche sulla scia mediatica dei drammatici fatti di Bibbiano e Forteto, la modifica è stata apportata.

Poiché ho ricevuto diversi messaggi di genitori allarmati per quello che sembra un attacco avverso quei genitori che non operano decisioni in linea con la politica sanitaria del governo, ho deciso di leggermi l’intero testo legislativo della LEGGE 26 novembre 2021, n. 206 e, complice forse la mia professione mista ad ignoranza tecnica per le procedure giuridiche, solo alcuni passaggi hanno destato la mia attenzione e sui quali ho ritenuto opportuno approfondire con l’aiuto dell’Avv. Di Lorenzo.

qui le impressioni a caldo dell’avvocato e l’intervista al Prof. Sceusa di M. Biglietto

Il primo dubbio macroscopico che mi è sorto riguarda appunto la modifica dell’art. 403 del Codice civile così come descritta al punto 27 dell’art.1 della LEGGE 26 novembre 2021, n. 206 .

Se sono state apportate delle migliorie perseguendo “obiettivi di semplificazione, speditezza e razionalizzazione” ma sempre “nel rispetto della garanzia del contraddittorio” (Art.1), che bisogno c’era di cambiare anche il testo dell’art. 403 c.c., che mi sembra ora molto più aleatorio e pone il fianco ad un più ampio margine interpretativo del testo da parte, per esempio, di un Giudice?

L’Avv. Di Lorenzo mi fa dunque notare che in effetti, se le intenzioni del legislatore erano quelle di apportare una miglioria al processo civile avrebbe avuto più senso logico lasciare il testo dell’art.403 così com’era. Ora invece la garanzia giudiziaria non risulta più esserci nel testo legislativo (come dovrebbe essere, nda) ma è lasciata all’ampio margine di discrezionalità interpretativa del giudice.

Questo punto, a mio parere, è dannatamente importante perché sancisce il passaggio dalla certezza del testo normativo scritto, all’incertezza del giudizio che è diretta emanazione della corruttibilità dell’essere umano.

Certo è che se l’incertezza può essere “aggiustata”…

Medici, insegnanti e Giudici…

Lo stesso Avv. Fusillo fa notare, nel suo pur moderato approccio alla questione, che alla domanda «Può la mancata vaccinazione del minore costituire un “grave pregiudizio e pericolo per la sua incolumità psicofisica”?», bisogna tener presente che ad oggi la tendenza, quasi modaiola aggiungerei, è che «vi è un favore preconcetto dei magistrati per l’effettuazione della vaccinazione, indipendentemente da una effettiva conoscenza da parte dei giudici del tema vaccinale.» (fonte: canale Telegram Difendersi ora dell’Avv. Fusillo)

Altro aspetto veramente inquietante che mi ha colpito è ciò che si legge al comma b) del punto 27 della legge 206/2021:

La pubblica autorità che ha adottato il provvedimento [..] ne da’ immediato avviso orale al pubblico ministero presso il tribunale per i minorenni, […]; entro le ventiquattro ore successive al collocamento del minore in sicurezza, con l’allontanamento da uno o da entrambi i genitori.”

fonte

Tale procedura, mi ha fatto notare l’Avv. Di Lorenzo, è adottata solo in casi particolari e afferenti ai procedimenti del codice penale.

Comunque sia, leggendo il testo si apprende che il pubblico ministero ha settantadue ore per revocare o meno il provvedimento, poi il tribunale per i minorenni deve convalidare il provvedimento entro «le successive quarantotto ore» e fissare l’udienza di comparizione delle parti entro quindici giorni.

Poi ancora «il ricorso e il decreto sono notificati entro quarantotto ore agli esercenti la responsabilità genitoriale», dopodiché il giudice «procede […] all’ascolto del minore».

E ancora «entro i quindici giorni successivi il tribunale per i minorenni» deve pronunciarsi in merito al procedimento, dopodiché «entro il termine perentorio di dieci giorni dalla comunicazione del
decreto il pubblico ministero, gli esercenti la responsabilità genitoriale […] possono
( !, nda) proporre reclamo.
[…] La corte d’appello provvede entro sessanta giorni dal deposito del reclamo.
»

Vi siete fatti il conto di quanto tempo è passato nel frattempo? Sempre se non ci sono “imprevisti”. 69 giorni.

Ma se la trasmissione degli atti non avviene nelle tempistiche soprariportate «il provvedimento emesso dalla pubblica autorità perde efficacia».

Menomale! penserete. Eh no, perché «in questo caso il tribunale per i minorenni adotta i provvedimenti temporanei e urgenti nell’interesse del minore. Qualora il minore sia collocato in comunità di tipo familiare,[…], si applicano le norme in tema di affidamento familiare»

A questo punto faccio una riflessione: ma quando si verificheranno spiacevolissimi fatti di errori da parte dei servizi sociali o interpretazioni viziate da ideologie preconcette dei giudici, che successivamente potrebbero essere anche riconosciute e condannante, questi bambini, nel mentre che si districa il procedimento civile, saranno rimasti lontani dai genitori, nella migliore delle ipotesi in mano di sconosciuti, per almeno 2 mesi e mezzo!

Il danno psicologico sarà incalcolabile.

Considero inoltre che parallelamente non vedo nessuna intenzione di riformare seriamente il sistema giudiziario civile minorile che si occupa di tutela e affidamento dei minori. Mentre invece con questa “miglioria” vedo una velocizzazione dei tempi di sottrazione dei figli ai genitori, anche se questa beneficia di un intervento vincolante dell’autorità giudiziaria e non pubblica.

2015 – Video di 2 ragazzi che ci raccontano come sia difficile vivere la lontananza dalla famiglia d’origine.

I minori non andrebbero mai sottratti ai genitori, salvo quei casi estremi ove i bambini vivono situazioni davvero drammatiche ed in contesti familiari già irrimediabilmente compromessi, e per questo motivo tutto il comparto dei servizi sociali dovrebbe in realtà essere tutto sommato di dimensioni modeste, il ché sarebbe anche indice di una società sana.

Invece ciò a cui assistiamo nel settore è quasi una gara a chi si assicura il numero più alto di bambini da “salvare”, questo perché garantisce più introiti.

Questo è lo scenario, ipotetico, ma non troppo, a cui si rischia di andare in contro.

All’ordine attuale della situazione ritengo, a mio parere, che questo atto di modifica non sia migliorativo del precedente ma è subdolamente peggiorativo. Questo perché se da un lato millanta una maggiore garanzia dell’autorità giudiziaria, dall’altro ne potenzia e facilita enormemente il processo di sottrazione dei figli ai genitori.

Ma noi dovremmo fidarci dell’autorità, quella stessa che oggi finanzia con milioni di euro il sistema mediatico affinché propagandi, specialmente nell’ambito sanitario, le linee guida della politica sanitaria governativa che, come accennavo all’inizio, non governa più ma comanda e ad oggi il messaggio strisciante da propugnare è che il no-vax è il male e che quindi i genitori che non vaccinano i loro figli sono persone cattive che mettono in pericolo l’incolumità psicofisica del bambino.

Non sto niente affatto esagerando perché quando ascolto che Locatelli del CTS che, dopo aver detto che la rinuncia alla didattica in presenza e alle attività ludico-ricreative dei bambini, a causa del fatto che non sono vaccinati, compromette lo sviluppo psicofisico delle generazioni future (mi è salito un brivido su per la schiena, nda), e dichiara:

la vaccinazione ai bambini risponde pienamente alla sensibilità genitoriale di offrire il meglio per la tutela della salute dei propri figli. Rappresenta un atto di amore nei loro confronti“.

fonte: LaRepubblica

Non posso non pensare che si stiano introducendo a livello sub-cosciente, oltre che a quello normativo, elementi di condizionamento (vedi PNL) affinché si renda accettabile nell’immaginario collettivo l’idea che si possa sottrarre i figli a quei genitori che decidono di non far vaccinare i propri figli. Questa non è una finestra di Overton ma un portone grande come una casa!

I segnali ci sono già tutti e figuriamoci se il media mainstream non è foriero di notizie in tal senso.
Una delle più recenti riporta che una ragazza 16enne di Roma da nome immaginario (ovviamente per la privacy, qui si che è sacrosanta, nda) è figlia di due no-vax che sono preoccupati per gli effetti collaterali a lungo termine sulla giovane, ma lei vuole vivere ora perché si sente prigioniera e così è privata dell’adolescenza. Come se la colpa di questa situazione fosse dei cattivi genitori no-vax. La scelta della giovane sarebbe dunque lapalissiana, vaccinarsi per tornare a vivere liberi.

A parte il messaggio completamente distorto che è emblematico di una situazione di sequestro psicologico, per tutte quelle anime che non hanno la forza e il coraggio di reagire a questa che ormai è una più che evidente deriva totalitaria, l’aspetto più inquietante di questa storia, vera o inventata che sia, è che testimonia una spaccatura all’interno del nucleo familiare, fenomeno che ad oggi è diventato più frequente che in passato.

Tale fenomeno poi è pervasivamente già presente nelle scuole a causa di proselitismi fatti quotidianamente da insegnanti nei confronti degli studenti. Vuoi per paura di ammalarsi, vuoi per preconcetti ideologici o altre motivazioni, tutte ingiustificabili a parer mio, ci sono docenti, non tutti, che fanno letteralmente il lavaggio del cervello a studenti piccoli e grandi affinché si convincano che vaccinarsi è la scelta giusta, l’unica scelta.

E’ bene sottolineare che ad oggi il siero genico sperimentale per il covid-19 non è obbligatorio, anche se nei fatti lo diventa con il ricatto della sospensione dal lavoro e gli annunci terroristici della didattica a distanza per i non vaccinati, e che quindi ad oggi o almeno fino a che le cose resteranno così e non cambieranno prima dell’effettiva attuabilità del provvedimento che è da fissare entro 180 giorni a partire dal 24 dicembre 2021, data di entrata in vigore della legge. Quindi almeno fino al 17 giugno 2022, sarà «estremamente improbabile se non quasi impossibile che si possa ipotizzare un intervento d’autorità, indipendentemente dal testo, nuovo o vecchio, dell’art. 403 del codice civile» (fonte: canale Telegram Difendersi ora dell’Avv. Fusillo)

Potremo dunque stare “tranquilli” ancora fino a giugno dell’anno entrante, tuttavia la questione resta. Quando tuo figlio ritornerà a casa e dirà che vuole vaccinarsi per tornare ad essere libero e tu non sarai d’accordo, diventerai un «grave pregiudizio e pericolo per la sua incolumità psicofisica»? E se il docente o il medico “zelante”, e ce ne sono, segnalerà2 la cosa alla pubblica autorità, come la metteremo?

Nel frattempo hanno aggiunto un altro mattoncino all’impalcatura totalitarista di stampo tecnocratico che pretende sempre di più di sostituirsi ai genitori, indossando un ipocrita veste paternalistica che dovrebbe giustificare l’accettazione da parte popolo bue e suddito del suo ruolo di nuovo tutor delle generazioni future, ma questa è un’altra storia.

Una volta erano i soldi che dividevano le famiglie, ora sono i vaccini.

E gli artefici sembrano essere sempre gli stessi…

Note:
1principalmente Servizi Sociali ma anche gli organi di polizia ma potrebbero esserlo anche medici, insegnanti e i dipendenti della pubblica amministrazione.
2“Tutti possono segnalare delle situazioni di pregiudizio o abbandono di minorenni meritevoli di una tutela giudiziaria. Questo potere generale di segnalazione è però attribuito dalla legge (art. 1, comma 2, legge 19.7.91, n. 216) specificamente, ai fini del collocamento dei minori fuori della loro famiglia, a quattro soggetti che hanno compiti di protezione dei bambini: i servizi sociali, gli enti locali, le istituzioni scolastiche e l’autorità di pubblica sicurezza“. (fonte)

Fonti:
– https://www.adnkronos.com/scuola-studentessa-liceo-roma-io-figlia-di-no-vax-e-non-vaccinata-privata-delladolescenza_1iATCbjWqP8sICXku2DyLO?refresh_ce
LEGGE 26 novembre 2021, n. 206
– http://avvocatiliberi.legal/2021-12-14-lesproprio-dei-bambini-di-angelo-di-lorenzo/
– https://www.imolaoggi.it/2021/12/14/modifica-art-403-del-codice-civile/
Gazzetta ufficiale dell’Unione europea anno 61 del 28 dicembre 2018
– https://www.orizzontescuola.it/vaccino-la-denuncia-dei-genitori-indebite-pressioni-su-famiglie-e-alunni-ministero-intervenga-contro-discriminazioni/
– Avv. Fusillo https://t.me/difendersiora/320

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