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L’OMS cambia la definizione di immunità di gregge: possibile solo con vaccinazioni di massa

Il Sars-Cov19 è arrivato nelle nostre vite all’improvviso, provocando cambiamenti profondi nella società, nella quotidianità e nelle nostre abitudini. Dopo quasi un anno, siamo ancora alle prese con restrizioni, distanziamento e angoscia, che pare non scompariranno nel breve periodo.

In tutto questo, è arrivato in Europa il “Vaccine Day”, ossia la celebrazione per l’arrivo del vaccino contro il SARS-Cov19. Le immagini dei furgoni frigo con il prezioso carico hanno fatto furore in tutte le trasmissioni e sulla rete. Tanti i servizi sui primi operatori sanitari e pazienti che sono stati vaccinati questa mattina.

Tutti i Governi, gli ordini dei medici, le commissioni europee stanno diffondendo il messaggio che indica il nuovo vaccino come l’unica possibilità di superare questa emergenza. Ma in assenza del farmaco c’è stato chi aveva fatto proposte alternative, come il premier inglese Boris Johnson. Nei mesi della pandemia aveva ipotizzato che il virus si sarebbe potuto sconfiggere raggiungendo la cosiddetta “immunità di gregge” (Heard immunity).

Questa affermazione aveva suscitato scalpore e sdegno fra la comunità scientifica, tanto che il governo inglese non ha poi dato seguito a questa proposta, decretando il lockdown. Ma la cosa non deve essere passata inosservata, tanto che arriva la notizia di un importante cambio deciso dall’OMS.

L’OMS ridefinisce il termine heard immunity a causa del Covid19

La definizione originaria al 9 giugno 2020 era la seguente: “L’immunità di gregge è la protezione indiretta da una malattia infettiva che si verifica quando una popolazione è immune sia attraverso la vaccinazione sia attraverso l’immunità sviluppatasi in seguito ad una precedente infezione. Ciò significa che anche le persone che non sono state infettate, o nelle quali un’infezione non ha innescato una risposta immunitaria, sono protette perché le persone che le circondano e che sono immuni possono agire come tamponi tra loro e una persona infetta. La soglia per stabilire l’immunità del gregge per COVID-19 non è ancora chiara“.

Evidentemente, per contrastare le affermazioni di Johnson e dopo l’annuncio delle case farmaceutiche sul buon esito della sperimentazioni del vaccino, l’OMS ha voluto dare una ulteriore spinta per convincere la popolazione dell’assoluta necessità di vaccinarsi.

Ed ecco come è stata modificata la definizione al 15 ottobre (poi inserita il 13 novembre nelle Q&A Details del sito): “L’immunità di gregge, nota anche come immunità della popolazione, è un concetto utilizzato per la vaccinazione, in cui una popolazione può essere protetta da un certo virus se viene raggiunta una soglia di vaccinazione. L’immunità di gregge si ottiene proteggendo le persone da un virus, non esponendole ad esso“.

Secondo l’OMS, sparisce quindi del tutto la possibilità di immunizzarsi naturalmente per le malattie infettive. Questo cosa comporterà nel prossimo futuro? Probabilmente una spinta sempre più massiccia verso le vaccinazioni di massa e verso la produzione di nuovi vaccini, che otterranno il via libera abbastanza rapidamente se gli organismi preposti lo riterranno urgente. La sperimentazione sarà sempre più breve.

L’OMS modificò nel 2009 la definizione di pandemia

Già una decina di anni fa, durante la famosa influenza H1N1, che la comunità scientifica definì più letale della spagnola, l’OMS intervenì per cambiare un’altra definizione, quella di pandemia.

Se quella originaria era “malattia che si diffonde molte velocemente e causa un gran numero di malati gravi e di morti” la successiva diventò “un’epidemia che si verifica in tutto il mondo, o su un’area molto vasta, che attraversa i confini internazionali e che di solito colpisce un gran numero di persone“.

La nuova definizione non include nulla riguardo all’immunità della popolazione, alla virologia o alla gravità della malattia. Una definizione che non parla di morti e malati, non facendo più percepire la differenza tra influenza pandemica ed influenza stagionale.

Di questo cambio si accorse l’allora ministro della Salute polacco, la pediatra Ewa Kopacz, la quale si mostrò critica. Tant’è che la Polonia non acquistò neppure una dose di vaccino per l’H1N1 e oggi possiamo affermare che fu una decisione lungimirante: a livello europeo si spesero circa 5 miliardi di euro, ma la maggior parte dei vaccini rimase inutilizzato.

Adesso si tratta di vedere come andrà con le vaccinazioni: quante adesioni ci saranno? Il vaccino sarà davvero efficace e sicuro? Il virus si spegnerà da solo come fu per l’H1N1?

Molti dubbi che al momento non hanno risposta. A fine 2021 forse potremo trarre le conclusioni.

Fonti https://web.archive.org/web/20201101161006/https://www.who.int/news-room/q-a-detail/coronavirus-disease-covid-19-serology

https://www.who.int/news-room/q-a-detail/herd-immunity-lockdowns-and-covid-19

https://www.swissinfo.ch/ita/influenza-suina–le-nubi-s-addensano-sull-oms/9143838

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