Messaggio ai genitori

Certe maestre continuano a torturare questi bambini giustificandosi che esiste un protocollo da rispettare e che prevede che i bambini debbano indossare la mascherina se sono in assembramento… lo so ma tenetevi forte. La madre del bambino ribatte che lo sa già ma che all’aperto però dovrebbe essere ormai noto che le mascherine possono non indossarsi anche quando in classe sono seduti al banco.

La risposta ingessata è stata “si ma i bambini sono imprevedibili e si rincorrono e poiché evaporano e alitano (pare abbia usato proprio queste parole) per non correre rischi gli facciamo tenere la mascherina.

Questa è la decadenza di un’umanità ormai annientata in meno di due anni da un costante lavaggio del cervello mediatico e avallato da una massa di ipocriti che spacciano la loro ipocondriaca disumanità per senso civico, eppure è così.

Ma non per tutti e per fortuna.

Molti si stanno rendendo conto del marciume che appesta questa società malata e morente e non se ne stanno con le mani in mano ad attendere che qualcosa cambi.

Ci stanno togliendo anche l’immaginazione, peculiare caratteristica UMANA che riscontro sempre meno nei giovani di oggi.
I sogni sono il motore dell’immaginazione e il mondo che vogliamo è decisamente diverso da quello che lorsignori stanno immaginando e cercando di concretizzare e imporre a folle velocità alle masse inconsapevoli…

La mia esortazione è quella di allenarsi a concretizzare i propri sogni, anche piccole cose, apparentemente insignificanti, ma facciamo in modo che non ci tolgano la capacità di immaginare e di sognare.

“non rinunciare mai ai tuoi sogni”

pensiero di un bimbo di 9 anni…

Le coscienze si stanno risvegliando in numero sempre crescente ma altrettanto veloce e spietata è la reazione di chi ci vorrebbe docili, mansueti ed obbedienti ad ogni oscenità che ci viene subdolamente imposta.

Tuttavia non biasimo chi pur avendone avuto opportunità non ha ancora fatto quelle scelte che tanto servono in questo momento di transizione (e non a caso il governo ha scelto tale termine per il nuovo ministero, nda) evolutiva. Ho letto questo messaggio in una chat che sento di condividere:

Comprendo che ci sia verso alcune persone del risentimento, mi riferisco a quelle persone che, per esempio, additano i non vaccinati come dei delinquenti ai quali togliere qualsiasi libertà e diritti.
Sono, queste ultime, persone che non si rendono nemmeno conto di quello che dicono, imbevute di tv alla quale hanno delegato la capacità di pensare.
Sono, in verità, le vittime di un sistema creato ad hoc che basandosi sulla paura annienta ogni capacità cognitiva, sono persone che non si rendono nemmeno conto di sacrificare se stesse e i propri figli per far guadagnare le lobbie.

In verità, come ci insegnano i portuali di Trieste, siamo tutti fratelli anche chi vuole toglierci la libertà e i diritti.
I nemici sono altri, non loro.
Per queste persone io provo solo compassione.

Si vince solo con l’empatia, la solidarietà, la fratellanza e l’amore verso tutte le persone e il ‘ creato’.
Questa la mia opinione.

Claudia
Riflessioni sull’unione delle persone di Stefano Puzzer

Quello che mi ha colpito in queste parole è la limpidezza che porta un’anima ad esprimere ciò che sente senza timore di mostrarsi per ciò che si pensa e si crede.
Avendo citato i portuali di Trieste ho pensato al video messaggio di questo ragazzo, Stefano Puzzer, che volente o nolente ha messo in moto un’onda di coscienza/coerenza che si sta riverberando in tutto il mondo.

Non c’è nulla da vergognarsi ad esser normali

S.Puzzer

Termino questi miei pensieri riportando le parole di un genitore, già docente di scuola pubblica che ha lasciato ed ora è educatore, dedicate a quei genitori che in questo momento si sentono confusi, frustrati e traditi per quanto sta accadendo a tutti noi e ai nostri figli in questa scuola schizofrenica e bipolare.

Cari genitori,
non lasciatevi scoraggiare da queste miserabili farse, messe in atto da deumanizzati ed inconsapevoli non professionisti della scuola.

La speciazione antropologica è in pieno divenire.

Chi doveva capire ha capito.

Gli altri facciano la loro strada. Riferitevi a insegnanti che hanno come unico obiettivo quello di diffondere ai propri ragazzi amore per la conoscenza, capacità di concentrazione, di visione, scoperta di narrazioni differenti e ambiente confortevole e naturale.

[…] La passione ci guida, ma anche il rifiuto di un mondo al quale sentiamo collettivamente di non appartenere più o, se proprio obbligati, di un mondo che vogliamo disconoscere senza timore, con il nostro pacifico e determinato “No, non ci sto”. Un No che ovviamente getterà scandalo a benpensanti e benaltristi.

Noi ci specchiamo negli occhi affamati di verità, di adolescenti traditi, maciullati prima da una scuola omologata e superficiale, poi da rituali inaccettabili di controllo sanitario, proprio là dove si dovrebbero insegnare Costituzione e difesa di libero pensiero e dignità.

I ragazzi capiscono al volo la malattia della finzione e perdono subito energia. Noi cambiamo l’ambiente e facciamo loro scoprire, anche se a puntate, che un mondo di sereno lavoro e di rispetto, dedizione e crescita personale, è possibile. Ed è un mondo che non li giudica, anche se li mette comunque davanti alla necessità di valutare il proprio lavoro.

Le ore passate insieme sono il primo vero contatto col significato profondo di un rapporto antichissimo tra Maestro e discepolo, un contatto con princìpi antichi, per rimanere saldi e ben strutturati nel mondo contemporaneo, che è ormai diventato un nuovo Medioevo.

Non abbiamo bisogno di inutili scartoffie, dei linguaggi stereotipati del burocratese didattico-ministeriale, ingannatore e falso, di inutili e farsesche alternanze, di pensiero economico da crediti, debiti, recuperi e di buona parte del ciarpame anglicizzante che dovrebbe simulare, per chi ci crede ancora, chissà quale postmoderna visione di un insegnamento che alla fine produce solo disciplinati esecutori: come se un un’albero per far ombra, del gesso ed una lavagna di ardesia fossero ormai paragonabili a clave e selci da Paleolitico e non costruissero per definizione nulla da tramandare.

Portiamo con orgoglio sia l’idea di una scuola di autenticità e testimonianza della nostra esperienza, comunicata col nostro corpo verso i corpi altrui, sia la serena ma ferma compassione per coloro che, inconsapevolmente, hanno da tempo tradito sé stessi e il significato di una vera azione educatrice, radicata negli insegnamenti dei nostri avi.

La scuola come la intendiamo noi scuote, a tratti sgomenta, impatta sulle credenze scontate, ma apre anche nuove interpretazioni, rende felici di aver capito, applica costantemente il metodo dialettico della ricerca, insieme, dove non il principio di autorità ma quello dimostrativo conta solamente.

Quindi non disperate.

Racchiudete in una compassionevole lacrima di ambra le nefandezze e i tradimenti del misero mondo scolastico residuale, dove pochi eroi ancora combattono come gli ultimi giapponesi del Pacifico, e volgetevi al futuro di una modalità umana, mai transumana.

Comunque vada sarà un successo si dice. Ma se ci sarà da rimanerci, in questa scuola disfatta e umiliata dallo stesso Stato che doveva esaltarla, avremo tutti insieme capito che quello non è l’unico mondo esistente e, da studenti o da insegnanti, avremo i mezzi per rimanere fedeli a noi stessi.

un Prof
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