NO-PASS

Il Tribunale di Firenze, sezione lavoro, ha emanato una sentenza importantissima che accerta l’illegittimità della richiesta del green pass da parte del datore di Lavoro senza un obbligo di legge.

Principio questo estensibile a chiunque, in qualsiasi ambito, ritenga di poter richiedere l’esibizione del lasciapassare sulla base di una interpretazione estensiva o analogica di una norma che non preveda espressamente un obbligo di esibizione specifico.

È accaduto nella specie che il datore di lavoro (un centro sportivo con piscina) aveva richiesto il 7 agosto 2021 alla bagnina sua dipendente l’esibizione del green pass per prendere servizio, posto che il giorno precedente entrava in vigore l’art. 9bis del D.L. 52/21 che, come sappiamo, imponeva l’uso del certificato verde covid-19 ai soli frequentatori di “piscine, centri natatori, palestre, sport di squadra, centri benessere, anche all’interno di strutture ricettive, di cui all’articolo 6, limitatamente alle attività al chiuso”.

È evidente l’illegittimità della richiesta, che andava oltre quanto consentito dalla legge, che invece avrebbe imposto l’utilizzo del green pass per il lavoro pubblico e privato un mese dopo con il DL. 105/21 a decorrere dal 15 ottobre 2021.

A causa della richiesta illegittima del datore di lavoro, che alacremente sospendeva per quattro mesi la dipendente dal 9 agosto 2021 lasciandola ingiustamente senza retribuzione, Il Tribunale ha condannato il datore di lavoro al pagamento dello stipendio non corrisposto e delle spese legali di soccombenza.

La questione di diritto posta al Tribunale era la seguente: “se, in assenza di un obbligo di legge, il possesso di green pass in corso di validità possa essere richiesto dal datore di lavoro al singolo lavoratore, quale misura necessaria al fine di preservare la salubrità del luogo di lavoro”, cui veniva data dal giudice una risposta “sicuramente negativa”. L’importanza di questa pronuncia riafferma il principio di legalità, costituzionale e sostanziale, oltre che della tassatività e determinatezza di cui all’art. 14 preleggi (“..le leggi che fanno eccezione a regole generali o altre leggi, non si applicano oltre i casi e i tempi in esse considerati“), ed il principio di riserva di legge di cui all’art. 9 co. 10bis D.L. 52/21 (“…Ogni diverso o nuovo utilizzo delle certificazioni verdi COVID-19 è disposto esclusivamente con legge dello Stato“).

Un primo monito ai greenpassari.

Per il testo integrale della sentenza: http://avvocatiliberi.legal/sentenza-trib-lav-firenze-155-22-no-green-pass-oltre-i-casi-consentiti/legal/sentenza-trib-lav-firenze-155-22-no-green-pass-oltre-i-casi-consentiti/

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