Pandemia 2.0 – La crisi digitale

Dopo una pandemia sanitaria dobbiamo prepararci a combattere una pandemia digitale mondiale. Ci pensiamo noi e il Cyberpolygon a prepararvi.

Il film

Anno 2007, quarto capitolo della saga Die Hard, ritroviamo McClane che questa volta deve proteggere un hacker ed aiutarlo a mettere fine ad un attacco informatico che ha messo in ginocchio l’America.

Saldi per incendi è la descrizione fatta da Matthew quando scopre quello che sta succedendo. Un gruppo terroristico, guidato da un esperto di sicurezza informatica che lavorava per il governo, comincia a reclutare ogni hacker del paese per testare degli algoritmi di sicurezza.

Il lavoro è molto retribuito. 50.000$ per testare difese e porzioni di codice sorgente di svariate azienda americane tra cui la società del traffico, società energetiche ecc. Sfida semplice per ogni hacker che si rispetti. Infatti uno dopo l’altro riescono a forzare la sicurezza di mezza america. L’unico problema è che al posto di 50.000$ gli hacker si ritrovano con 5kg di esplosivo al plastico che dopo un virus inviato dallo stesso gruppo terroristico, viene attivato e l’hacker muore nell’esplosione.

La cara FBI si ritrova quindi a dover affrontare un attacco informatico delle loro strutture, una lista di hacker morti ed un allarme antrace che fa evacuare ogni edificio di Washington. Mossa tattica per permettere ai terroristi di entrare in una struttura governativa altamente protetta che contiene il backup di ogni bit posseduto dallo stato americano.

Insomma un gruppo guidato da un esperto informatico con manie di potere e con capacità quasi illimitate. Ma tutto quanto è un film e ciò non succederà mai. McClane rimane il nostro eroe della saga Die Hard conosciuto grazie a Bruce Willis anche per tantissimi altri film mozzafiato.

Ma davvero questo film è solo finzione?

Confine tra realtà e finzione

Assolutamente no, e Cyberpolygon ne è la prova. Presentandoci la così detta Pandemia Digitale. Qualcosa che sarà peggio del COVID-19 che ci ha accompagnato tutto il 2020 compreso il 2021. Una crisi a cui probabilmente non siamo preparati ma alla quale dovremmo esserlo secondo i maggiori esponenti di Cyberpolygon e del World Economic Forum. Vediamo nel dettaglio cosa è Cyberpolygon.

Cyberpolygon è il primo evento a livello mondiale e pubblico. Si tratta di una simulazione su larga scala alla quale partecipano le aziende più importanti di ogni settore di tutto il mondo. Dall’industria automobilistica, all’aerospaziale, passando per quella del metallo, navale, finanza, informatica e tutti gli altri settori.

Un simulazione talmente reale da poter lasciare nel panico anche le aziende più grandi. Una simulazione a cui le stesse aziende partecipano in modo attivo, preparandosi e gestendo le varie situazioni di crisi.

Infatti durante il 2020 grazie al COVID la nostra società ha dovuto progredire digitalizzando tantissimi servizi e processi anche interni aziendali. Progressi che stavano avvenendo già da tempo ma con molto rilento. Invece durante i primi mesi di crisi le aziende sono dovute passare allo Smart Working, i bambini e i ragazzi delle scuole hanno iniziato la didattica a distanza e i servizi pubblici stessi si sono dovuti digitalizzare.

Un cambiamento che ha sicuramente colpito se non tutte, ma la maggior parte delle aziende sia italiane che straniere. Il lavoro a distanza funzionava già in alcune aziende ma il COVID non ha lasciato spazio ai ritardatari.

Tutto doveva essere gestito in modo estremamente veloce. Microsoft stessa ha avuto problemi a gestire le connessioni a Microsoft Teams, piattaforma usata nella maggior parte delle aziende per videoconferenze. Ma anche Zoom e Google Meet ne hanno risentito.

Con l’avvento di questa digitalizzazione si sono aperti però numerosissimi dibattiti sulla sicurezza informatica, ormai da tempo un dibattito molto aperto tra governi, stati e aziende. Dalla legge sulla privacy al non più tanto recente Cambridge Analytics, la sicurezza informatica e la privacy sono ormai argomento molto discusso.

Una crisi provocata quindi dall’avvento di queste tecnologie. Cyberpolygon vuole preparare le aziende a gestire queste situazioni di crisi. Molto più che solo finzione quindi. Nel 2021 si potrebbe avverare ciò che McClane stava combattendo nel 2007. Una crisi mondiale.

Non solo aziende

Questa è una realtà che non deve coinvolgere solamente le aziende ma anche noi comuni cittadini perchè ormai sempre più digitali in questo mondo pieno di account, password, connessioni e digitalizzazione. Dalle smartphone alle case domotiche ormai anche per noi è tutto virtualmente connesso.

Sicuramente durante una crisi del genere non possiamo correre in giro pensando di risolvere il problema, ma possiamo evitare di correre in giro spargendo il panico tra la gente.

Anche se non possediamo un’azienda importante dobbiamo sviluppare una maggiore sensibilità verso le nuove tecnologie, verso la privacy e verso la digitalizzazione. Una maggiore sensibilità porterebbe anche ad una maggior attenzione e di conseguenza una gestione migliore in caso di crisi. Mentre le aziende saranno preoccupate a colmare i danni economici e scongiurare questa crisi, noi possiamo scegliere di dipendere da un sistema corrotto e in corso oppure scegliere di difenderci ed essere liberi anche durante una crisi.

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