Delicato argomento che abbiamo voluto affrontare con morbidezza rispettosa. Siamo partiti da questa base: la scomoda verità viene rifiutata, appunto, perché è scomoda, ed uscire da quella zona di comfort risulta a volte improponibile. Aprire gli occhi su versioni dei fatti diverse può essere destabilizzante, e quell’incertezza non è gradita alla maggior parte delle persone. Negare l’evidenza è, di fatto, rifiutare la fatica che la verità comporta.

Ci solo alcuni elementi che non aiutano nel trovare la via verso una visione più ampia della realtà, primo fra tutti la dissonanza cognitiva indotta intenzionalmente per portare ad una confusione tale, per cui la prima risposta che appare decisa, convinta e asserita in modo forte, pare la migliore.

Esistono tecniche di comunicazione che fanno apparire un messaggio migliore di un altro, anche se il suo contenuto non lo è, ed è importante esserne consapevoli. Abbiamo visto 5 punti fondamentali per cui risulta ancora più difficile uscire dal conosciuto e aprirsi ad altre ipotesi, e siamo giunti alla conclusione che la capacità di vedere oltre è direttamente proporzionale alla disponibilità dell’individuo di addentrarsi in territori sconosciuti, sopportando il peso del disagio e dell’incertezza.

Flavio Folle, mental coach, ha spiegato con accuratezza come si possa estendere la propria zona di comfort. Per sapere di più su di lui, puoi trovarlo sul suo sito https://flaviofolle.com/
Trovi me sul mio: www.elisarenaldin.it

Perché neghiamo l’evidenza?

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