Presentato il progetto legge che regolamenta l’uso di smartphone e device fino ai 12 anni

Finalmente arriva una legge che mette nero su bianco tutti i rischi connessi all’abuso da utilizzo di device, tablet e smartphone, nei più piccoli e nei bambini in pre-pubertà.

L’introduzione alla proposta di legge descrive sia le problematiche psico-sociali che derivano dall’eccessivo uso dei dispositivi digitali, sia quelli fisici legati alle radiazioni.

Il testo infatti ricorda “come una serie di accertamenti abbiano confermato che un uso prolungato del telefono cellulare da parte dei bambini provoca la perdita della concentrazione, l’affievolimento della memoria, una riduzione della capacità di apprendimento e un’interferenza con lo sviluppo cognitivo“, inoltre specifica come i telefoni cellulari abbiano effetti biologici sul cervello.

I parlamentari che hanno firmato la proposta di legge hanno riportato in breve anche uno studio dell’Istituto di ricerca neuro-diagnostica di Marbella, in Spagna, dove nel dicembre 2015 alcuni medici descrissero gli effetti nocivi dei telefoni cellulari. Fu possibile rilevare – riportano i firmatari della proposta – che le radiazioni emesse dal telefonino erano in grado di disturbare l’attività delle onde cerebrali fino a un’ora dopo la conclusione di una telefonata. Dunque anche una telefonata di soli 2 minuti “avrebbe la capacità di alterare la naturale attività del cervello di un bambino fino a 60 minuti dopo la fine della conversazione telefonica”.

“Quanto scoperto dagli studiosi dell’Istituto di Marbella – scrivono ancora i deputati – dovrebbe far intuire come le onde radio possano penetrare in profondità all’interno del cervello, soprattutto in un cervello ancora in fase di sviluppo come può essere quello di un bambino che, come viene sostenuto dai pediatri, è un soggetto estremamente vulnerabile ai campi elettromagnetici ad alta frequenza dei telefoni mobili non solo a causa di un potenziale lungo periodo di esposizione, ma anche per le caratteristiche anatomiche del suo corpo”.

Il testo legge riguarda le “disposizioni per la salvaguardia del processo di crescita psicofisica dei minori degli anni dodici attraverso la disciplina dell’utilizzo, da parte degli stessi, di dispositivi digitali funzionanti tramite onde a radiofrequenza”, attraverso l’introduzione dell’articolo 328-bis del testo unico di cui al decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, che concerne “il divieto dell’uso di telefoni mobili e altri dispositivi di comunicazione elettronica da parte degli alunni nelle scuole primarie e secondarie di primo grado”.

I deputati parlano anche degli effetti che “eminenti studiosi hanno riscontrato” dopo essere riusciti a verificare le conseguenze che l’uso continuato di telefoni cellulari e di altri apparecchi radiomobili provocherebbe nei bambini e negli adolescenti, e quindi: “difficoltà di apprendimento, ritardi nello sviluppo del linguaggio, perdita della concentrazione, aggressività ingiustificata, alterazioni dell’umore, disturbi del sonno, dipendenza”.

Di seguito gli articoli 3, 6 e 7 del testo:

Art. 3.
(Modalità di utilizzo dei dispositivi digitali funzionanti tramite onde a radiofrequenza)

1. L’utilizzo dei dispositivi digitali funzionanti tramite onde a radiofrequenza da parte dei minori degli anni dodici è consentito con le seguenti modalità:

a) divieto di utilizzo nei primi tre anni di vita;
b) utilizzo graduale per non più di un’ora al giorno nella fascia di età da quattro a sei anni;
c) utilizzo non superiore a tre ore giornaliere nella fascia di età da sei a otto anni;
d) utilizzo non superiore a quattro ore giornaliere nella fascia di età da nove a dodici anni.

2. L’utilizzo dei dispositivi digitali funzionanti tramite onde a radiofrequenza, secondo le modalità di cui al comma 1, è consentito esclusivamente sotto la supervisione di un genitore o di chi ne fa le veci.

Art. 6.
(Obblighi)

1. I genitori dei minori degli anni dodici o chi ne fa le veci hanno l’obbligo di far osservare le disposizioni di cui alla presente legge, fermo restando l’esclusivo e preminente interesse della salvaguardia del processo di crescita psicofisica dei medesimi minori.

2. Chiunque venga a conoscenza di violazioni delle disposizioni di cui alla presente legge è tenuto a segnalarlo alla competente autorità giudiziaria.

Art. 7.
(Sanzioni)

  1. La violazione delle disposizioni dell’articolo 3 è punita con l’ammenda da 300 euro a 1.500 euro, determinata in base alla gravità della violazione.
  2. All’accertamento delle violazioni di cui al comma 1 e all’irrogazione delle sanzioni previste dal medesimo comma 1 provvede la competente autorità giudiziaria.
  3. L’importo delle sanzioni di cui al comma 1 è destinato al Fondo nazionale per l’infanzia e l’adolescenza.

Andrea Ippolito

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