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Senatori e americani contro i brogli: gli USA si mobilitano per Trump

Sorprese in vista per il 6 gennaio negli USA: chi si aspettava la certificazione dei voti per il candidato Joe Biden, ormai nominato President elect dai media mondiali, resterà stupito dalle novità che stanno emergendo negli USA a favore dell’attuale presidente Donald Trump.

Un gruppo di senatori del Grand Old Party, guidato dal senatore texano Ted Cruz, ha dichiarato che il 6 gennaio si opporrà, durante il Congresso, alla certificazione dei risultati delle elezioni presidenziali, a meno che non ci sia una verifica d’emergenza da parte di una commissione elettorale entro il 17 gennaio.

Insieme ai senatori vi sono anche numerosi parlamentari, tanto che la cifra di chi contesterà la certificazione dei voti si aggira sui 150: un numero consistente. Cruz e gli altri senatori sostengono che le elezioni del 3 novembre “sono state caratterizzate da accuse senza precedenti di frode elettorale e condotta illegale“.

Senatore Ted Cruz

Attualmente, i senatori che hanno aderito sono: Ron Johnson (Wisconsin), James Lankford (Oklahoma), Steve Daines (Montana), John Kennedy (Lousiana), Marsha Blackburn (Tennessee), Mike Braun (Indiana), Cynthia Lummis (Wyoming), Roger Marshall (Kansas), Bill Hagerty (Tennessee) e Tommy Tuberville (Alabama).

Il presidente in carica, Donald Trump, ha espresso su Twitter il suo apprezzamento per quanto questi senatori e parlamentari stanno facendo.

Il tweet di Trump per i senatori repubblicani

Le motivazioni che hanno spinto i senatori ad opporsi

I senatori chiedono che il Congresso nomini una commissione per condurre una verifica d’emergenza in 10 giorni sui risultati delle elezioni negli Stati in cui i risultati sono contestati. Citano come precedente la corsa del 1877 tra Samuel Tilden e Rutherford Hayes, in cui ci furono accuse di frode in diversi stati.

Nel 1877 il Congresso non ignorò queste accuse, né i media si limitarono a liquidare coloro che le sollevarono come radicali che cercavano di minare la democrazia. Venne nominata una Commissione Elettorale composta da cinque Senatori, cinque membri della Camera e cinque giudici della Corte Suprema per considerare e risolvere le controversie“.

Se ciò non avverrà, i senatori il 6 gennaio voteranno per respingere gli elettori degli stati contesi: “La democrazia americana si basa sul consenso dei governati“, hanno detto il senatore Blackburn e il senatore Hagerty in una dichiarazione separata. “Le accuse di frode elettorale, irregolarità e azioni incostituzionali diminuiscono la fiducia dell’opinione pubblica in quello che dovrebbe essere un processo libero, equo e trasparente. Proteggere l’integrità del processo elettorale è fondamentale per preservare la fiducia e la legittimità nel risultato finale“.

I sostenitori di Trump si preparano a marciare a Washington il 6 gennaio

Gli elettori di Trump intanto non sono rimasti fermi a guardare: si sono subito organizzati per andare a Washington e sostenere i ricorsi del team legale di Trump e per chiedere verità sulle elezioni.

Il 6 gennaio, infatti, vi sarà la “Marcia per Trump”, organizzata dalle “Women for America first“, per chiedere la trasparenza e proteggere l’integrità delle elezioni. L’evento viene annunciato come “il più grande nella storia di Washington D.C.”.

Sui social i sostenitori di Trump stanno già postando le foto delle carovane che stanno partendo dai diversi stati per recarsi nella capitale: si attendono migliaia di partecipanti. E sarà presente lo stesso presidente, come da lui annunciato in un tweet del 3 gennaio.

L’annuncio della marcia sul profilo Twitter di Trump

Anche in Italia gli ammiratori di Trump si sono attivati: il gruppo “Noi con Trump“, che su Facebook conta più di 62.000 iscritti, ha organizzato l’evento “Sosteniamo il Presidente Trump” per mercoledì 6 gennaio alle ore 15.00.

Chi invece volesse seguire la diretta, potrà farlo grazie al giornalista Roberto Mazzoni, che sul suo canale Telegram “MazzoniNews” ha preparato un link a cui collegarsi alle ore 18.00.

Si prospetta quindi un gravoso compito per il presidente del Congresso, Mike Pence: sarà lui infatti a dover decidere il da farsi e avrà gli occhi del mondo intero puntati addosso. Cosa sceglierà di fare? Accoglierà la richiesta dei 150 senatori e parlamentari? Oppure scarterà i voti dei Grandi Elettori degli stati in cui sono emersi brogli? O ancora, deciderà di far votare direttamente il Congresso per nominare il nuovo presidente?

Di sicuro vi saranno sorprese e vi consigliamo di non mancare: sarà sicuramente una giornata importante per la storia americana.

Fonti

https://www.foxnews.com/politics/gop-senators-cruz-electoral-college-certification-audit

https://www.breitbart.com/politics/2021/01/02/gop-senators-including-cruz-blackburn-to-reject-the-electors-from-disputed-states-january-6/

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