Trieste chiama, Barcellona risponde! (Video)

Un gruppo di italiani, residenti nella capitale catalana e zone limitrofe, si è trovato davanti alla sede del Consolato per mandare un segnale ai connazionali che stanno lottando contro l'obbligo del Green pass.

Un sabato di fine ottobre molto caldo per tutte le piazze italiane, che sono state invase da una marea di persone per mostrare solidarietà ai portuali e ai manifestanti di Trieste in seguito al violento sgombero delle forze dell’ordine subìto il 18 ottobre scorso.

Gli eventi di Trieste hanno fatto il giro del mondo e molti connazionali residenti all’estero non hanno potuto stare solo a guardare. Sull’onda emotiva partita da Trieste, una ragazza italiana residente in Spagna, Elena Vigna, lancia un appello su un gruppo Facebook invitando gli italiani presenti a Barcellona a scendere in piazza per dare un segnale forte.

In seguito è stato creato un gruppo dedicato “Io sto con i portuali di Trieste -Barcellona“, che ad oggi ha raggiunto già 180 membri.

Il ritrovo è avvenuto fuori dalla nuova sede del Consolato italiano: presenti una trentina di partecipanti.

Purtroppo abbiamo deciso all’ultimo di organizzare e sicuramente il messaggio non ha raggiunto tutte le persone per tempo, ma volevamo comunque fare qualcosa proprio oggi, in contemporanea con l’Italia“, ha spiegato Elena prima di partire con il suo discorso.

A leggere la lettera c’era anche l’altra amministratrice del gruppo, Chiara Palladino. Il messaggio lanciato è stato molto chiaro: massima solidarietà ai connazionali che si ritrovano a dover convivere con una misura discriminatoria, che va a ledere il diritto al lavoro. “In questo momento ci sentiamo privilegiati, perché qui in Spagna non esiste nessun certificato verde per andare a lavorare“.

È stato poi fatto passare un filo bianco fra i partecipanti, per simboleggiare l’unione con i connazionali e per far capire che tutti sono coinvolti con quello che sta succedendo nel Belpaese.

Alla fine de sit-in, Elena e Chiara hanno comunicato che presto organizzeranno altri presidi a Barcellona per far sì che chi non ha potuto essere presente oggi possa esserlo in futuro.

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