Trieste non molla!

Dopo una serie di notizie che si sono accavallate sulla situazione dei portuali di Trieste, e la delusione arrivata alla notizia falsa che avessero mollato, siamo felicissimi di confermare da una fonte diretta che:

la lotta continua

Divide et impera” è l’imperativo del potere, il “solve et coagula” dei pavimenti a scacchi bianchi e neri. Il potere cerca sempre di smembrare il popolo perché, se fossimo uniti, nulla potrebbero contro di noi.

E allora arriva l’occasione per creare scompiglio, un “comunicato stampa” confuso — dentro c’era pure un bel refuso.

A leggerlo pareva che avessero deciso di tornare al lavoro accontentandosi di essere ricevuti in senato il 30 di ottobre, una magra motivazione, una cocente delusione per tutti quelli che avevano nutrito speranze per la gente di questa città, sferzata dalla salsedine infilata dentro la bora, che ha risvegliato le coscienze civili di un’Italia in enorme sofferenza.

E invece no, Trieste non molla!

Il blocco continua, il molo e il varco sono presidiati a oltranza, nella zona ristoro si festeggia la vita che si ribella a imposizioni e imposture, lo si fa con quell’entusiasmo di quando senti di nuovo il sangue circolare nelle vene, quello che ti fa sentire vivo proprio mentre vogliono farci vivere da morti, è qualcosa di palpabile.

Il potere è di questo che ha paura, dell’umanità che pulsa all’unisono contro i suoi perversi desiderata, in fondo ci basta restituire vita ai codici che ci sono, non dobbiamo far altro che imporne il rispetto.

Trieste non molla, l’Italia non molla, non abbiate fiducia in quello che afferma il Mainstrem, il MSM è solo il megafono del governo, è solo il suo strumento di propaganda, non da notizie, diffonde proclami, manipola la verità, distorce ogni cosa in modo funzionale a chi esercita un potere che nessuno gli ha mai realmente conferito.

Lo sciopero continua fino al 20, il presidio continua” dice Puzzer.

Non abbiamo detto che facciamo un passo indietro, stiamo attenti alle parole, noi abbiamo detto che vogliamo fare uno step avanti…” continua sempre Puzzer.

Fino a quando non toglieranno il Green Pass io non andrò a lavorare“, chiude l’argomento Puzzer.

In ogni caso, massima stima per questi lavoratori che hanno fatto quello che nessuno ha saputo e voluto fare in questi due anni di abominio anticostituzionale e antidemocratico, adesso però bisogna passare a una fase più matura di contrasto, non dobbiamo prestare il fianco ai tanti agguerriti e fortissimi nemici — che “si stanno tremando sotto“.

Siamo quelli che non mollano mai, mettetevelo in testa.

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