Vaccini contro il Covid: da Israele, California e Norvegia gli aggiornamenti su efficacia e sicurezza

Erano stati annunciati in pompa magna, con una spettacolarizzazione mai vista per un farmaco.

Riprese dei camion frigoriferi in arrivo dal Belgio, video di tutte le Aziende Sanitarie che ritiravano le prime dosi, foto dei primi vaccinati su tutti i media.

Eppure, dopo neanche un mese stanno emergendo diversi problemi legati ai nuovi vaccini contro il SARS-Cov19. Proviamo a fare il punto della situazione.

Da Israele non giungono buone notizie per chi attende con speranza la somministrazione: il dottor Nachman Ash, facente parte della Commissione Covid, ha detto che la prima dose del vaccino di Pfizer fornisce meno protezione di quella che la casa farmaceutica statunitense aveva inizialmente indicato, e ha avvertito che potrebbe non proteggere da nuovi ceppi del virus.

Questo perché molte persone si sono infettate tra la prima e la seconda dose: “Sembra che la protezione offerta dalla prima dose sia meno efficace di quanto pensassimo” ha riferito Ash.

Oltre 2 milioni di israeliani hanno ricevuto la prima somministrazione del vaccino prodotto dalla Pfizer, mentre circa 400.000 hanno fatto la seconda.

Secondo il Ministero della Salute, oltre 12.400 persone sono risultate positive al test per il coronavirus dopo aver ricevuto l’iniezione del vaccino: questa cifra comprende 69 persone che hanno ricevuto la seconda dose.

Pfizer dice che il suo vaccino, prodotto con BioNTech, è circa il 52% efficace dopo la prima dose, e aumenta a circa il 95% un certo numero di giorni dopo la seconda dose.

Ma dai dati Israeliani la percentuale rilevata dopo la somministrazione della prima dose è decisamente inferiore e potrebbe essere inferiore al 95% anche dopo il richiamo.

Incertezze sulla protezione contro la nuova variante

Durante i suoi colloqui con i funzionari sanitari, Ash ha anche affermato che non è certo che il vaccino possa proteggere contro le varianti mutate del coronavirus.

Queste parole vanno in netto contrasto con quanto affermato dal ministro Speranza, il quale ha invece voluto tranquillizzare gli italiani dicendo che il vaccino sembra poter proteggere anche dalla nuova variante.

A un mese dall’inizio della campagna di vaccinazione di Israele, i funzionari del Ministero della Salute avevano sperato di vedere un calo delle infezioni quotidiane e dei casi gravi, ma non c’è una tale tendenza in questo momento.

Le varianti più contagiose del virus – in particolare il ceppo britannico – sono state incolpate della difficoltà di ridurre i tassi di malattia e di alleviare il pesante carico di lavoro degli ospedali, nonostante le vaccinazioni di massa e i lockdown.

Il Ministero della Salute ha dichiarato martedì mattina che il giorno precedente è stato confermato il record di 10.021 infezioni, portando il carico totale del paese dall’inizio della pandemia a 562.167, di cui 81.059 casi attivi.

La percentuale di test positivi ha superato il 10 per cento per la prima volta in oltre tre mesi, fatto che tiene alto l’allarme nella nazione.

In California bloccata la somministrazione di un lotto di Moderna per reazioni avverse

Dagli Stati Uniti d’America arrivano invece notizie sull’altro vaccino, quello prodotto dall’azienda Moderna.

L’epidemiologa dello Stato della California, la dott.ssa Erica S. Pan, raccomanda di prestare estrema cautela dopo che diverse persone che hanno ricevuto il vaccino in una clinica della comunità hanno avuto bisogno di cure mediche nell’arco di 24 ore.

Ognuno di loro sembrava manifestare una possibile reazione allergica “grave”, e i funzionari del dipartimento di salute hanno raccomandato di non usare altri vaccini di quel lotto fino a quando non sarà completata l’indagine.

Secondo i Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie, un esempio di reazione allergica grave avviene se un paziente deve andare in ospedale o essere trattato con epinefrina.

La Norvegia indaga sui 29 decessi avvenuti dopo la somministrazione del Vaccino Pfizer

Intanto anche dalla Norvegia arrivano i primi riscontri sulle vaccinazioni e non sono rassicuranti.

La Norvegia ha espresso preoccupazione per la sicurezza del vaccino Covid-19 di Pfizer dopo che 29 persone anziane, con gravi condizioni di salute, sono morte dopo aver ricevuto l’iniezione.

Il media Bloomberg ha osservato che, anche se non è chiaro quando sono avvenuti i decessi, il paese ha vaccinato ben 42.000 individui e si è concentrato su quelli a più alto rischio di contrarre il Covid-19, tra cui gli anziani.

L’Agenzia norvegese per i medicinali afferma in una risposta scritta che fino al 15 gennaio nel paese era disponibile solo il vaccino di Pfizer per cui “tutti i decessi potrebbero essere legati a questo vaccino“.

L’agenzia ha aggiunto: “Ci sono 13 decessi che sono stati valutati, e siamo a conoscenza di altri 16 decessi che sono attualmente in fase di valutazione. Tutti i decessi segnalati si riferiscono a persone anziane con gravi disturbi di base“.

Ai medici in Norvegia è stato detto di condurre valutazioni più approfondite su pazienti anziani molto fragili che sono in lista per ricevere il vaccino Pfizer BioNTec.

Può essere una coincidenza, ma non ne siamo sicuri“, ha detto al British Medical Journal Steinar Madsen, direttore medico della Norwegian Medicines Agency (NOMA). “Non c’è una connessione certa tra questi decessi e il vaccino, ma è opportuno indagare e usare la massima precauzione”.

L’agenzia ha indagato finora su 13 dei decessi e ha concluso che le comuni reazioni avverse dei vaccini contro l’mRNA, come febbre, nausea e diarrea, possono aver contribuito a esiti fatali in alcuni dei pazienti fragili.

C’è la possibilità che queste reazioni avverse comuni, che non sono pericolose nei pazienti più in forma, più giovani e non sono inusuali con i vaccini, possano aggravare la malattia sottostante negli anziani“, ha precisato Madsen.

Non siamo allarmati o preoccupati per questo, perché questi sono eventi molto rari e si sono verificati in pazienti molto fragili con malattie molto gravi“, ha sottolineato. “Ora chiediamo ai medici di continuare con la vaccinazione, ma di effettuare una valutazione supplementare su persone molto malate la cui condizione di fondo potrebbe essere aggravata“.

Questa valutazione comprende la discussione dei rischi e dei benefici della vaccinazione con il paziente e le sue famiglie per decidere se la vaccinazione è la via migliore o meno.

Si apre quindi una discussione delicata: il vaccino è stato prodotto in primis per proteggere proprio le fasce di popolazione più fragili, ma la somministrazione può provocare reazioni avverse comuni che nei pazienti anziani malati possono portare al decesso.

Di sicuro nei prossimi mesi occorrerà monitorare con attenzione l’evolversi della questione.

Fonti

https://www.timesofisrael.com/israels-virus-czar-says-1st-dose-less-effective-than-pfizer-indicated-report/

https://www.nytimes.com/2021/01/18/us/covid-coronavirus-california-moderna-vaccines.html

https://www.pharmaceutical-technology.com/news/norway-concern-pfizer-vaccine/

https://www.bmj.com/content/372/bmj.n149

https://www.lastampa.it/cronaca/2020/12/20/news/il-ministro-speranza-sembra-che-il-vaccino-funzioni-anche-con-la-variante-del-virus-modificato-1.39683020

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