Zàn, zàn, zàn, zàaaan…

***Leggere attentamente le avvertenze: Articolo scorretto, troppo serio per non essere venato di feroce ironia a causa della saturazione del volume scrotale, scritto con le migliori intenzioni (forse miseramente fallite) ©PubblicitàRegresso***

Una volta questo disegno di legge lo chiamavano “Zan-Scalfarotto“. Io continuo a vedere il volto apparentemente pacioso del secondo, ogni volta che quel suono netto e tronco mi lascia sorpreso, in attesa di un seguito che non arriva mai: Zàn! Ed emerge quel volto affabile da panettiere gentile, troppo gentile.

La perfidia dei buoni apparenti, dei corretti apparenti, di quelli che arrivano al livello successivo di cattiveria nascondendosi dietro un primo livello, solo apparente, di rispetto verso i diversi (da sé), di rispetto nei confronti di quelli “normali” è enorme ― Ah, “normale” è un concetto statistico, i numeri ancora possono permettersi di essere numeri e di avere caratteristiche intrinseche, delle relazioni gerarchiche, di grandezza e differenziazione, successione, valore, diciamo “normale” quanto è condiviso dalla maggioranza (e secondo natura).

Oggi si vuole addirittura instaurare un controllo pervasivo del pensare, del sentire, non ci si accontenta di controllare il mero comportamento. Viviamo grandi contraddizioni, si contrasta, meglio si finge di, il mercimonio del corpo a fini sessuali ma non quello a fini ricreativi ― nell’accezione di “rinnovare la vita“, riprodurla, un rinnovo forzato e artificioso ― definire questi fini come procreativi, o pure nell’accezione giocosa, configurerebbe “falso ideologico“.

Ad esempio vedere zìzze finte dare latte a bambole vive, bambole denominate fin troppo forzatamente “figli” da donne nate biologicamente maschi, è inconcepibile.

Tutto quello che avreste voluto sapere sul sesso (ma non avete mai osato chiedere) – Woody Allen 1972

Affittare un utero” non è una cosa che ritengo accettabile, ritengo molto più onesto pagare per usufruirne una mezz’ora per una trombatella, lo vedo assai meno sporco e perverso che affittarlo per crescere un figlio che verrà poi alienato, come fosse un oggetto, eppure vorreste far passare queste cose come “normali” (vale anche per gli eterosessuali ovviamente).

Altro esempio, anteporre il proprio desiderio di essere “madre“, nonostante non si sia un “individuo in possesso di cervice uterina” ― sta per “femmina” nella neolingua del socing ― alle esigenze di un bambino non è accettabile. La tesi che molte famiglie “naturali” sono ben più che “imperfette” la trovo corretta, come banalmente molte famiglie “omogenitoriali” peraltro, quindi l’argomento è sterile e finito, prevengo la deriva di questa non-variabile.

Brian di Nazareth – Monty Python 1979

La mia non è omofobia, la mia è stronzofobia1, perché solo qualcuno affetto da stronzaggine acuta1 e irreversibile può approvare quello che c’è scritto in questo testo chiamato “Zàn (zàn, zàn, zàaaan…)“, e che tra i firmatari, oltre al succitato Ivan Scalfarotto, vede pure Laura Boldrini e Roberto Speranza (in basso li trovate tutti), un testo che esordisce con l’ambizione di regolamentare ambiti che non ne vedono necessità, infatti si legge:

Misure di prevenzione e contrasto della discriminazione e della violenza per motivi fondati sul sesso, sul genere, sull’orientamento sessuale, sull’identità di genere e sulla disabilità“.

Cioè, pare che se qualcuno fosse discriminato per altri motivi andrebbe anche bene o se prima della Zàn! fosse capitato per motivi fondati sul “sesso, sul genere, sull’orientamento sessuale, sull’identità di genere e sulla disabilità” quasi non sarebbe stato reato…
Mi sfugge qualcosa…
Sono certo che mi sfugge qualche cosa…
Chiederò a Loretta, o meglio il Freak?

Contro tutti i falsi buonismi: Calpesta il Paralitico – Skiantos

Niente di più allineato al deleterio sviluppo del “politicamente corretto“, una ambizione di “bontà” gentilmente elargita a manganellate dai “buoni“. Non si colpisce qualsiasi comportamento discriminatorio ― perché noi “cattivi” non siamo razzisti, difendiamo tutti, sono loro a fare distinzione di sesso, razza e religione ― ma anche chi formuli dei pensieri a loro “poco graditi“, ad esempio se fossimo contrari a una “Principessa col Pisello” che legge favole “qeernegli asili della capitale.

Nutro il massimo rispetto per le persone intelligenti e corrette, non faccio mai distinzione di sesso, razza e religione, ma non ne ho alcuno per chi non lo è e vuole pure imporre questa sessualizzazione deleteria ai bambini.

Giuro che ho massimo rispetto ed empatia per quei bambini che scoprono di avere un corpo che purtroppo non rispecchia la propria sessualità ― purtroppo solo perché è una difficoltà in più nella vita, non è per offendere ― ma ritengo stiano usando questi diritti cosmetici proprio contro di loro, ghettizzandoli.

La mia sessistissima idea è che dobbiamo aiutarli a comprendere ― facendolo quanto prima ― che non sono sbagliati, che sono belli e ci sono cari esattamente come tutti, che debbono rispettare e amare prima di tutto se stessi, vivere liberi e, soprattutto, felici.

Piccola parentesi triste: mentre scrivo sono combattuto su come declinare le parole (o/a, i/e oppure *!), che marea di melma che avete generato con queste idee!

Sono ben conscio che questa situazione vada governata, sebbene problematiche del genere siano state ben peggiori decadi fa, ma non si può certo in questo modo, legiferando su psicoreati!

Un paragone possiamo farlo riguardo il “catcalling“. Evitare di manifestare ad una donna la propria ammirazione per la sua avvenenza è sbagliato, la trovo solo una questione di modi e gusto, un problema di cultura non certo di legge, non mi sfiora neanche l’idea che sia maschilismo. Inoltre, se non ci si guardasse e parlasse scostumatamente, non sarebbero nati neanche i gay, perché l’amore sarà cortese ma il sesso è scostumato, elegantemente volgare, a volte neanche elegante. Ancora, il femminicidio è un ghetto mentale, abolisce la sedicente “parità di genere“.

Tornando al tema, ho eguale rispetto ― soprattutto pretendo eguale rispetto ― per la maggioranza dei bambini che sono eterosessuali e, nel momento della più tenera formazione, sono costretti a dubitare di come stiano imparando a conoscersi.

La drag queen che citavo prima viene dal Circolo di Cultura Omosessuale intitolato a Mario Mieli di cui allego una citazione:

Possiamo amare i bambini, possiamo fare l’amore con loro

Certo, lo so, è una frase estratta da un concetto molto più ampio però… “Non potete immaginare quanto sia eccitante farsi spogliare da un bambino di 5 anniDaniel Cohn Bendit, “Esiste una pedofilia blanda, quella praticata dai bambini agli adulti. I bambini in alcuni casi sono corruttori degli adultiAldo Busi, “Una pedofilia mite non provoca alcun danno psicologico ai bambiniRichard Dawking

Unica valutazione solo parzialmente a discarico di queste affermazioni agghiaccianti, è che siano state rilasciate da persone che hanno vissuto periodi oppressivi per poi liberarsi senza freni, questo ha dato luogo sicuramente a degli “eccessi” intellettuali, a delle provocazioni, e speriamo solo a queste. Certo la pedofilia è praticata maggiormente dai parenti delle vittime, spesso eterosessuali ma anche da omosessuali ― e siamo nuovamente di fronte a una non-variabile ― però il pensiero di molti intellettuali LGBTQ+ (sta finendo l’alfabeto!) come quei pochi citati sopra, non fa dormire sonni tranquilli.

Arriviamo finalmente al testo, al famigerato articolo 4 “Pluralismo delle idee e libertà delle scelte” si dice che:

Ai fini della presente legge, sono fatte salve la libera espressione di convincimenti od opinioni nonché le condotte legittime ri­conducibili al pluralismo delle idee o alla li­bertà delle scelte, purché non idonee a de­terminare il concreto pericolo del compi­mento di atti discriminatori o violenti

L’incertezza della legge consente sempre abusi di potere, oltre ad aumentare la difficoltà di difesa, lascia al pubblico ufficiale e al magistrato troppa libertà di manovra non definendo le questioni, vi sembra una formula che ci lasci senza dubbi interpretativi? A me no, per niente.

All’articolo 7 viene istituita la “Giornata nazionale contro l’omofobia, la lesbofobia, la bifobia e la transfobia” ― 17 maggio, segnatevelo ― come se istituirla rendesse migliori le vite di omosessuali, lesbiche, bisessuali e trans, tale e quale a come la legge sul femminicidio ha fermato i mariti ubriachi che còrcano di botte le loro povere mogli, proprio uguale, uguale…

Ci sarebbe da approfondire andando a vedere tutte le modifiche e le aggiunte che il DDL prevede a diversi articoli del Codice Penale, ma restano solide e inscalfibili le questioni principali, ossia perché combattere una deriva culturale per mano di legge? Perché accanirsi su questi diritti quando, senza distinzione di sesso, razza e religione, già siamo tutelati contro discriminazioni e violenze? Perché tanta enfasi proprio oggi che è più di un anno che i diritti fondamentali di tutti sono calpestati dagli anfibi dell’esecutivo? Perché?

Chi non vuole vedere non vedrà mai e, ovviamente, parecchi vorranno vedermi sulla croce per quello che ho scritto, io che non faccio distinzione di sesso, razza e religione sarò accusato di non farla, che farsa, che capovolgimento della realtà, che vergogna, che onta per i nostri intelletti e per i nostri cuori.

W la Fica!

Nota 1: mi prendo la licenza “poetica” di usare questi termini in precisa contrapposizione col “buonismo” imperante, oppongo modi inurbani espressione di concetti limpidi e rispettosi a modi molto gentili che nascondono una violenza reale e opprimente.

Firmatari:

BOLDRINI e SPERANZA; ZAN, ANNIBALI, BERSANI, BORDO, Enrico BORGHI, BOSCHI, BRAGA, CANTINI, CARNEVALI, CRITELLI, D’ALESSANDRO, DE MARIA, DEL BARBA, DI GIORGI, EPIFANI, FIANO, FORNARO, FREGOLENT, GRIBAUDO, LOTTI, MADIA, MARTINA, NARDI, NOJA, OCCHIONERO, ORFINI, PAITA, PEZZOPANE, PINI, POLLASTRINI, QUARTAPELLE PROCOPIO, Andrea ROMANO, ROSSI, ROTTA, SCHIRÒ, SERRACCHIANI, UNGARO e VERINI; SCALFAROTTO, ANNIBALI, ASCANI, BOSCHI, BRAGA, Carla CANTONE, CARÈ, CENNI, D’ALESSANDRO, FASSINO, FIANO, FREGOLENT, GADDA, GIACHETTI, GRIBAUDO, LA MARCA, Gavino MANCA, MELILLI, MICELI, MORANI, MORETTO, NARDI, NOJA, ORFINI, PAITA, PEZZOPANE, PICCOLI NARDELLI, PINI, POLLASTRINI, QUARTAPELLE PROCOPIO, RIZZO NERVO, Andrea ROMANO, SCHIRÒ, SERRACCHIANI, SIANI, UNGARO, VAZIO, VERINI, ZAN e ZARDINI; PERANTONI, SARLI, ADELIZZI, Davide AIELLO, Piera AIELLO, ALAIMO, ALEMANNO, AMITRANO, ARESTA, ASCARI, BATTELLI, BERTI, BILOTTI, BOLOGNA, BRUNO, CADEDDU, CAPPELLANI, CARBONARO, CARINELLI, CASA, CASSESE, Maurizio CATTOI, CHIAZZESE, CILLIS, CIMINO, CORDA, CORNELI, DAGA, D’ARRANDO, DE GIORGI, DEIANA, DEL GROSSO, DEL MONACO, DEL SESTO, DI LAURO, DI STASIO, DORI, D’UVA, EHM, EMILIOZZI, FARO, FEDERICO, FICARA, FLATI, Ilaria FONTANA, FRUSONE, GAGNARLI, GALIZIA, GIARRIZZO, GRIMALDI, GRIPPA, IORIO, IOVINO, LAPIA, LOMBARDO, LOREFICE, LOVECCHIO, MAGLIONE, Alberto MANCA, MANZO, MARAIA, MARINO, MASI, MICILLO, MIGLIORINO, MISITI, NAPPI, OLGIATI, PALLINI, PALMISANO, PAPIRO, PENNA, PERCONTI, PROVENZA, RICCIARDI, ROMANIELLO, SALAFIA, SCAGLIUSI, SCANU, SCERRA, SCUTELLÀ, SERRITELLA, Francesco SILVESTRI, SIRAGUSA, SODANO, SPORTIELLO, SURIANO, TERMINI, TERZONI, TESTAMENTO, TORTO, TRIPIEDI, TROIANO, VIANELLO e VILLANI; BARTOLOZZI.

“Bau bau folks!”

Bau Bau Baby – Skiantos

Roberto Freak Antoni si starà rivoltando nella tomba, aveva ragione “non c’è gusto in Italia ad essere intelligenti“.

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