EFFETTO LOCKDOWN, FUORI TUTTI

Nel giugno del 2020 l’Italia esce dal lockdown. Movimenti e partiti prendono la scena nelle piazze, tra un popolo spaesato e in preda alla frustrazione. E’ l’inizio di una nuova consapevolezza in una società che mostra il suo volto più crudo e inaspettato.
Per la prima volta nella storia un popolo viene rinchiuso e impossibilitato ad uscire dalle proprie abitazioni per mesi. Uno stato di paura permanente vissuto nella privazione delle relazioni interpersonali, vero nutrimento del tessuto sociale.
Nel mondo del lavoro, come nella scuola in pochi sapevano cosa fosse la didattica a distanza, ma durante il lockdown ci si è dovuti adeguare con non poche difficoltà e conseguenze. Se da un lato la tecnologia ha permesso di accorciare le distanze, dall’altro è stato un amplificatore delle differenze sociali laddove ogni ambiente domestico, in cui la scuola entrava, presentava dinamiche diverse.
Il commercio subisce un brusco arresto e il governo ha mostrato una diversa tutela tra il dipendente pubblico e il lavoratore autonomo. A farne le spese possessori di p.iva e più in grande la piccola e media impresa con attività commerciali e botteghe artigianali costrette a chiudere senza ricevere un’indennizzo adeguato alle loro perdite.
Una situazione psicologica ed economica pronta ad esplodere.

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