Lanciarazzi HIMARS: benzina sul fuoco

Il primo giugno Washington ha rivelato che l’undicesimo pacchetto di aiuti militari all’Ucraina comprenderà anche lanciarazzi HIMARS che potrebbero essere utilizzati da Kiev per colpire obiettivi russi, anche se una nota statunitense ha precisato come l’Ucraina non dovrebbe utilizzarli a tale scopo. Il 2 giugno è arrivata una prima reazione da parte del presidente dell’Università Americana di Mosca Edward Lozansky, che ha parlato di potenziali “conseguenze catastrofiche” dovute anche al fatto che le garanzie ucraine di non usare tali armi contro la Russia sarebbero da considerarsi “risibili” in quanto il presidente Zelensky ha ripetutamente infranto le sue promesse. Posizioni simili sono state espresse dalla partovoce del ministero degli esteri russo Maria Zakharova, che ha definito “priva di valore” la parola data da Zelensky o dai leader occidentali.

Il 5 giugno il presidente russo Vladimir Putin ha espresso l’opinione che l’unico obiettivo di ulteriori invii di armi a Kiev sia “prolungare quanto più a lungo possibile il conflitto armato”.


Il 6 giugno il ministro degli esteri Sergei Lavrov ha dichiarato: “Più lunga la gittata delle armi che fornirete, più lontano sposteremo dal nostro territorio la linea, oltre la quale, i neo nazisti possono minacciare la Federazione russa”.

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