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NATO-Russia: sale la tensione

Il 9 aprile alcuni funzionari della NATO hanno menzionato la possibilità che Finlandia e Svezia entrino a far parte del patto atlantico entro breve. È seguita una serie di dichiarazioni, smentite, illazioni culminate il 13 aprile in una conferenza stampa congiunta durante la quale i primi ministri finlandese Sanna Marin e svedese Magdalena Andersson hanno temporeggiato senza esprimere una posizione definitiva.
In particolare, Andersson ha affermato che il suo Paese sta considerando l’ipotesi e valutando “i rischi e le possibilità connessi a tutte le differenti alternative di azione e a tutti i possibili scenari”. Sottolineando che il governo sta consultando tutti i partiti politici, ha parlato di fine maggio come termine per sciogliere la riserva. Sulla stessa linea Marin, che ha precisato che la Finlandia deciderà se presentare domanda di adesione alla NATO “molto rapidamente, tra alcune settimane, non mesi”.

Il 14 aprile è arrivata la reazione della Russia. Dmitry Medvedev, vicepresidente del consiglio di sicurezza del Cremlino, ha dichiarato che, “se Svezia e Finlandia entrano nella NATO, la lunghezza del confine territoriale dell’alleanza diventerà più del doppio. Naturalmente, sarà necessario rinforzare questi confini”. Ha poi precisato che “non si potrà più parlare di status denuclearizzato per il Baltico, l’equilibrio dovrà essere restaurato” e che “questo significa che la Russia avrà ufficialmente più avversari”.
Più tardi il vice ministro degli esteri Alexander Grushko ha ricordato come la neutralità dei due Paesi abbia garantito un alto livello di sicurezza nella regione e buoni rapporti di vicinato con la Russia, senza impedire loro di diventare membri dell’UE. Ha poi auspicato che gli interessi vitali delle popolazioni che vivono nel nord Europa inducano Finlandia e Svezia a non entrare nella NATO, perché tale scelta “peggiorerebbe seriamente la situazione militare e provocherebbe conseguenze molto spiacevoli che è meglio evitare”.
La posizione è stata ribadita dal vicedirettore del centro russo di studi internazionali per l’Europa
Dmitry Suslov, che ha ricordato che ogni membro della NATO costituisce al momento una possibile minaccia militare per Mosca che, qualora Svezia e Finlandia entrassero a far parte dell’alleanza, dovrebbe reagire di conseguenza in ragione della prossimità territoriale delle due nazioni.

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